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Cronaca | 04 giugno 2021, 17:38

Ragazzo suicida al Cpr, centinaia protestano in piazza a Torino: “Quel centro va chiuso subito” [VIDEO e FOTO]

Il messaggio dei manifestanti dopo la morte di Moussa Balde: "Il Cpr é una ferita nello Stato di diritto"

Presidio contro il Cpr di fronte alla Prefettura di Torino

Presidio contro il Cpr di fronte alla Prefettura di Torino

Circa trecento persone hanno partecipato oggi pomeriggio in piazza Castello alla manifestazione di protesta in ricordo di Moussa Balde, il cittadino guineiano suicidatosi la notte del 23 maggio scorso al Centro di permanenza per il rimpatrio di Torino, dove era stato posto in isolamento dopo essere stato aggredito.

"Il Cpr é una ferita nello Stato di diritto" é il messaggio del grande striscione esposto dai manifestanti. "Al Cpr - dice l'avvocato Gianluca Vitale - non sono rispettati i diritti fondamentali delle persone nonché i loro diritti procedurali. Credo che questo Centro debba essere chiuso immediatamente. É terribile vedere queste persome rinchiuse all'interno di vere e proprie gabbie. Moussa é morto nel cosiddetto "ospedaletto", una gabbia da polli con reti metalliche anche sopra la testa".

"Riteniamo intollerabile che il Cpr possa ancora rimanere aperto perché siamo convinti che ogni essere umano che arriva in questa città habeas corpus, abbia dei diritti che devono essere tutelati". Ad affermarlo la Commissione Legalità del Comune di Torino, presieduta dalla consigliera Carlotta Tevere. "Questa 'detenzione amministrativa', oltre che assolutamente illegittima, è anche del tutto inutile: la percentuale di rimpatriati è modesta, in un anno, circa 6.000 su oltre 600.000 stranieri 'irregolari' presenti in Italia".

Una vicenda su cui ho chiesto di fare chiarezza con una interrogazione alle ministre competenti e lunedì scorso abbiamo effettuato una ispezione al Cpr di Torino verificando le criticità in particolare sull'assistenza sanitaria e psicologica. Non doveva succedere, il nostro massimo impegno affinché non succeda più".  Lo scrive la vicepresidente del Senato e responsabile giustizia e diritti del Pd, Anna Rossomando

Marco Panzarella

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