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Eventi | 15 giugno 2021, 07:30

Al Teatro Stabile debuttano storie di umanità con "Le leggi della gravità" e "Pandora"

Dal 15 al 27 giugno in scena Gabriele Lavia e il Teatro dei Gordi al Carignano e al Gobetti

Le leggi della gravità

Al Teatro Carignano "Le leggi della gravità" diretto da Gabriele Lavia, fino al 27 giugno

Doppio debutto questa sera al Teatro Stabile di Torino.

Al Carignano, ore 19.30, Gabriele Lavia e Federica di Martino portano in scena Le leggi della gravità, atto unico tratto dal romanzo di Jean Teulé Les lois de la gravité, diretto dallo stesso Lavia, che ne cura anche l’adattamento. Prodotto da Effimera srl in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana, sarà replicato fino a domenica 27 giugno. 

Le leggi di gravità sono quelle della caduta di un corpo dall’alto, ma testimoniano anche il crollo delle coscienze. Nelle pièce, una donna chiede di essere arrestata per aver ucciso il marito, un caso chiuso dieci anni prima come suicidio. Tratto da una storia vera, lo scontro tra un'assassina che vuole essere messa in carcere e un tutore della legge che si rifiuta di farlo. Chi è dalla parte della giustizia? E quale giustizia?

Scrive Lavia nelle note di regia: "Una notte di freddo e di pioggia. A Le Havre, in Normandia. Una donna entra in un commissariato. C’è un vecchio commissario che sta per andare in pensione. La donna viene ad autodenunciarsi. Ha ucciso il marito dieci anni prima. Lo ha spinto giù dal balcone, undicesimo piano. La legge di gravità è ineludibile. Nove e ottantuno metri al secondo. Ma la legge di gravità dell’essere “esseri umani” qual è? Alla legge fisica di gravità non si può sfuggire. Ma a quella metafisica? A quella dell’essere umano? L’uomo cade nella vita. Cade nel suo dolore, come cade nella felicità e nel successo. In una notte freddissima un uomo e una donna prendono coscienza delle loro cadute. Ma vivere forse è la presa di coscienza dei propri dolorosi fallimenti".

Al Gobetti, fino al 27 giugno, va in scena Pandora, nuovo allestimento ironico e senza parole del Teatro dei Gordi. Lo spettacolo è ideato e diretto da Riccardo Pippa e interpretato da Claudia Caldarano, Cecilia Campani, Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Matteo Vitanza.

La scena di apre su un bagno in fondo a un corridoio o sotto la piazza di una città. Può essere il bagno di un aeroporto, di un club o di una stazione di servizio. Lo attraversa un’umanità variegata e transitoria: è un luogo di passaggio, d’attesa, d’incontro tra sconosciuti, un camerino improvvisato dove fare scongiuri, nascondersi, sfogarsi. Non è un luogo più vero rispetto al fuori, è solo un altro aspetto dell’esserci; se fuori ci si deve attenere alle norme sociali, ad una prassi, al gioco, dentro si dismette qualcosa; è uno spazio amorale, di sospensione, anche di grossa violenza e nudità, un luogo comune dell’interiorità dove ampliare lo spettro dell’azione quotidiana oltre i limiti e le censure.

Filo conduttore del percorso del Teatro dei Gordi è la ricerca di un linguaggio specificamente teatrale, fatto di movimento, partiture di gesti concreti, oggetti, vestiti, maschere, musica, poesia, presenza e incontro. In Pandora si amplia la ricerca sulla maschera per metterne in discussione i confini: ritorna quella di cartapesta, che ha caratterizzato i due spettacoli precedenti (Sulla morte senza esagerare e Visite), ma ci sono anche le maschere di tutti i giorni, come una benda o un paio di occhiali, un'espressione o un volto. 

Manuela Marascio

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