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Politica | 03 agosto 2021, 16:58

Referendum: il tema dell'eutanasia arriva in Regione, ma il Consiglio boccia la delibera per soli 3 voti

L'assessore Marrone canta vittoria: "Il Piemonte si conferma Pro Vita". Il primo firmatario Grimaldi (Luv): "Peccato, occasione persa. Ma i cittadini sapranno essere migliori di noi"

Referendum: il tema dell'eutanasia arriva in Regione, ma il Consiglio boccia la delibera per soli 3 voti

Referendum sull'eutanasia legale, il Piemonte non sarà la prima regione d'Italia a dire sì. Dopo un acceso dibattito in aula, infatti, il Consiglio regionale ha deciso (con voto segreto) di dire di No alla delibera, con 23 consiglieri contrari e 20 favorevoli.

Un risultato "risicato", ma che soddisfa in pieno l'assessore Maurizio Marrone. "Ci rincuora - ha detto - che i nostri alleati abbiano confermato di condividere la posizione di Fratelli d’Italia in difesa della vita, formalizzata anche questa volta con un centinaio di emendamenti ostruzionistici contro la delibera presentata dal centrosinistra". Marrone ha espresso "massimo rispetto" per il dolore dei malati terminali, "ma non si può ammettere di affrontare il delicato tema del fine vita con un referendum abrogativo che mira a depenalizzare l’omicidio del consenziente, aprendo così al far west, dal business lucrativo del suicidio assistito fino all’eliminazione legalizzata dei depressi. Il Piemonte guidato dalla nostra giunta si conferma oggi Regione convintamente pro vita che intende curare e assistere i più deboli e vulnerabili, invece di indurli a congedarsi prematuramente dal mondo".

Di parere opposto il primo firmatario della delibera, Marco Grimaldi (LuV): "Purtroppo oggi ho sentito in Aula ogni genere di argomento contro l'eutanasia legale - ha detto -, ma l'amarezza è maggiore quando si percepisce la malafede, o l'incapacità di vedere le proprie stesse contraddizioni. Il continuo richiamo al giuramento di Ippocrate da parte di chi considera sacra la vita solo quando persone estremamente sofferenti chiedono di porre fine al proprio dolore, ma del tutto sacrificabile per chi scappa dalla fame e dalla guerra, suona semmai come un 'giuramento di ipocrita'".

"Quando a cercare di vivere sono gli indesiderabili l'unica cosa sacra sono i 'confini'", ha attaccato Grimaldi, "quando un rappresentante della propria parte spara a un uomo disarmato si invoca la legittima difesa e quella vita spenta non è poi tanto sacra. Eppure sono stato io oggi a sentirmi dare sostanzialmente dell'assassino in quest'Aula, come se il referendum proponesse un abuso sulla persona e la volontà di uccidere a tutti i costi chi soffre. Chiunque abbia letto il quesito referendario sa perfettamente che non è così, sa che l'unico principio che ispira questa proposta è la libertà di scelta di ciascuno fino alla fine della propria vita. Abbiamo perso una grande occasione. Per fortuna i cittadini e le cittadine non la perderanno e saranno loro a consentirci di partecipare a questo referendum e avanzare sul terreno dei diritti".

Daniele Angi

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