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Economia e lavoro | 09 settembre 2021, 18:52

Re David (Fiom): "Vertenza generale sull'auto, incredibile non ci sia già". E domattina si incontrano i candidati sindaci di Torino

Entra nel vivo la due giorni della Festa dei metalmeccanici di Cgil. Gli aspiranti primi cittadini si vedranno davanti alla Porta Due

immagini festa fiom

Domani, davanti alla Porta Due di Mirafiori, la seconda giornata della festa della Fiom di Torino

L'appuntamento è fissato davanti alla Porta Due di Mirafiori: un luogo caldo, ma soprattutto un simbolo della vita dei lavoratori ex Fiat (ora Stellantis) fin dagli anni Settanta. Sarà proprio lì che si terrà, domattina, il confronto tra tre dei candidati sindaco di Torino: Stefano Lo Russo, Valentina Sganga e Angelo D'Orsi. Non ci sarà Paolo Damilano, che ha rifiutato l'invito, ma che nei giorni scorsi ha già dato vita a un primo dibattito con gli esponenti del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle.

Re David: "Se lasciate fare, le imprese fanno il loro interesse"

Entra così nel vivo la due giorni di Festa della Fiom Cgil di Torino, che nella giornata di oggi ha già vissuto alcuni dei suoi incontri. In quello d'apertura, è stata Francesca Re David, segretaria generale di Fiom, a puntare il dito contro una situazione sempre più difficile da affrontare, specialmente all'ombra della Mole: "L'automotive vive una crisi drammatica, ma con il Ministero per lo Sviluppo Economico non c'è alcuna interlocuzione, né formale, né informale. È arrivato il momento di aprire una vertenza generale".

"È urgente un tavolo con Stellantis e con tutte le aziende della filiera - ha aggiunto -: dobbiamo ragionare sugli ammortizzatori sociali che consentano di attraversare questa fase di profondo cambiamento. Se si lascia fare alle imprese, loro seguiranno il loro interesse e non quello del Paese: è incredibile che non ci sia un tavolo in cui il governo si presenti con le sue progettualità".

Embraco: "A ottobre saranno 4 anni che la nostra vertenza va avanti"

E di silenzio del Mise si parla - ormai da tempo - anche per quanto riguarda un'altra vertenza diventata suo malgrado simbolo di una crisi diffusa: quella di Embraco. A ripetere le difficoltà, questa volta, è Paolo Donorà, operaio dello stabilimento di Riva di Cheri: "Con il mese di ottobre, saranno 4 anni che questa vicenda va avanti: la cassa integrazione è stata rinnovata fino a gennaio, poi saremo disoccupati, cancellati, sacrificati. E in tutto questo il Mise non ci ascolta, non ci incontra, non ci calcola. Continuiamo a trovare davanti un muro. Dal 23 aprile il tavolo non viene più convocato a Roma".

Massimiliano Sciullo

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