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Cronaca | 15 settembre 2021, 14:36

Sindaco e memoria di Angrogna: Mario Malan è morto oggi, dopo una lunga battaglia con la malattia

Alla guida del paese dal 2007, i suoi colleghi, e amici, lo ricordano per lo spirito di servizio, la determinazione ma anche la pacatezza

Mario Malan, sindaco di Angrogna

Mario Malan

Angrogna perde l’uomo che ha guidato il paese dal 2007 e che custodiva la memoria del suo territorio e della sua gente. Il sindaco Mario Malan è morto oggi, all’età di 66 anni, per un tumore con cui combatteva da anni. Il paese andrà a elezioni nella primavera del 2022, e agli occhi dei suoi ‘colleghi’, l’attuale mandato è stato uno dei pochi compiti che Malan non è riuscito a portare a termine ma che ha vissuto con intensità nella quotidianità. “Alle sei del mattino lo trovavi già in Comune: credeva fermamente nel suo ruolo che viveva a tempo pieno – racconta l’assessore Eleonora Barotto -. Era animato da un unico obiettivo: lavorare per la gente e per il territorio”.

Lilia Garnier, conobbe Malan nel 2009 quando anche lei diventò sindaco, vincendo le elezioni a Villar Pellice: “Allora in Val Pellice eravamo due dei pochi sindaci senza tessera di partito in tasca: due mosche bianche, dunque, e a quell’epoca per noi non è stato molto semplice – ricorda –. Abbiamo condiviso la stessa idea, di cui parlavamo spesso: lo spirito di servizio è il solo modo corretto di approcciarsi alla cosa pubblica”. La situazione comune ha alimentato non solo la stima reciproca ma anche l’amicizia: “Mario è stato sempre un uomo chiaro, franco. Era deciso nelle sue convinzioni ma al tempo stesso pacato: penso di non averlo mai visto ‘sbottare’ con nessuno”. La pacatezza era accompagnata da un modo di fare riservato che colpiva chi aveva a che fare con lui: “Non era nelle sue corde apparire, non amava mettersi in mostra” conferma Eleonora Barotto.

Se non fosse stato per il suo spirito di servizio, probabilmente, Malan non avrebbe intrapreso l’avventura dell’ultimo mandato ad Angrogna: “Ma allora c’era appena stata l’alluvione e lui non voleva sfuggire alla responsabilità di traghettare il paese fuori dalla situazione pesante in cui si trovava” rivela Barotto. “Mancherà come amico – aggiunge Garnier – ma anche come collega, confrontarsi con lui era prezioso: entrava in modo rapido negli argomenti e sapeva valutare con lucidità i pro e i contro di ogni situazione”.

Alla vigilia del termine del suo ultimo mandato, Malan comunque era determinato a non abbandonare il suo paese: “Diceva che sarebbe sempre rimasto a disposizione come memoria storica di Angrogna racconta Baratto –, l’avrebbe voluto fare con chiunque avesse voluto intraprendere il ruolo di amministratore”.

Elisa Rollino

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