Cultura e spettacoli | 27 ottobre 2021, 09:15

Torinodanza, il Festival si avvia al gran finale con la prima nazionale di "The Goldberg variations"

Appuntamento alle Fonderie Limone il 28 e 29 ottobre

due donne in primo piano

Foto Anne Van Aerschot

Le variazioni in movimento tra spiritualità e geometria di una delle più autorevoli coreografe e danzatrici della scena contemporanea sulle note di un baluardo del repertorio occidentale per tastiera. L’edizione 2021 di Torinodanza Festival, guidato dal direttore artistico Anna Cremonini, si chiude con la prima nazionale di The Goldberg variations, BWV 988 di Anne Teresa De Keersmaeker, in programma giovedì 28 e venerdì 29 ottobre alle 20.45 alle Fonderie Limone di Moncalieri. Dopo l’esperienza maturata nel 2017 con Mitten wir im Leben sind / Bach6Cellosuiten e nel 2018 con i Sei Concerti Brandeburghesi, la celebre artista fiamminga prosegue il suo viaggio nelle architetture sonore di Johann Sebastian Bach con questo nuovo solo ideato in occasione del suo 60° compleanno. L’infinito gioco di variazioni, canoni e fughe su un tema che costituiscono le trenta Variazioni Goldberg BWV 988 dell’ultimo Bach, eseguite dal vivo dal giovane pianista russo Pavel Kolesnikov, viene indagato attraverso la personale tensione motrice che percorre tutta l’opera di De Keersmaeker. Una forma di danza in bilico fra l’astrazione di una scrittura (fuori dal tempo) e la sua incarnazione (necessariamente effimera), capace di adattarsi pur mantenendo un nucleo immutabile, nel rispetto del rigoroso equilibrio contrappuntistico del grande compositore tedesco. Rivisitando il proprio linguaggio coreografico, De Keersmaeker evoca un cosmo popolato di figure che sembrano provenire dal cinema, dal balletto o dalla danza popolare per dialogare con se stessa, sfidarsi e contraddirsi attraverso la propria gestualità. Prodotto dalla compagnia belga Rosas, che ben rappresenta il temperamento unico della sua fondatrice e direttrice De Keersmaeker, lo spettacolo è proposto con scene e luci di Minna Tiikkainen, mentre collaboratore musicale è Alain Franco.

Anne Teresa De Keersmaeker (Belgio, 1960) ha studiato a Bruxelles presso il Mudra, la scuola fondata da Maurice Béjart, dal 1978 al 1980, anno in cui realizza la sua prima coreografia, Asch. Di ritorno dal New York Tisch School of the Arts, che frequenta nel 1981, crea Fase, four movement to the music of Steve Reich (1982) e Rosas danst Rosas (1983) su musica di Thierry De Mey e Peter Vermeersch che per lo spettacolo compongono in stretta relazione con la creazione coreografica. In Rosas, da cui prenderà il nome la sua compagnia, è già evidente la cifra poetica e stilistica che rimarrà una costante di tutte le sue successive produzioni: l’indissolubile raccordo tra danza e musica. De Keersmaeker ha creato con Rosas un ampio repertorio di produzioni coinvolgendo composizioni musicali e partiture di vari periodi, dalla musica antica agli idiomi contemporanei e popolari. La sua pratica coreografica trae anche principi formali dalla geometria, dai modelli numerici, dal mondo naturale e dalle strutture sociali per offrire una prospettiva unica sull’articolazione del corpo nello spazio e nel tempo. Nel 1995 ha fondato la scuola P.A.R.T.S. (Performing Arts Research and Training Studios) a Bruxelles in associazione con il Teatro dell’Opera La Monnaie / De Munt.

comunicato stampa

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Rossana Rotolo

Nata e vissuta a Torino, mi sono allontanata per qualche anno ma, dopo due brevi parentesi a Berlino prima e in Trentino poi, ho deciso di tornare a casa. Nonostante un’educazione di carattere prettamente scientifico, la passione per la scrittura ha preso presto il sopravvento e ho cominciato a raccontare con costanza il mondo della creatività, dall’arte contemporanea al teatro, dall’editoria all’arte di strada. Ho fatto del racconto del talento altrui la mia più grande missione.

Storie sotto la Mole
Poche città posseggono un patrimonio di storie e leggende quanto Torino. Ho ideato questa rubrica per dare spazio ai numerosi miti nati all’ombra della Mole: dall’origine dei dolci più prelibati, agli angoli nascosti della città fino ai numerosi fantasmi che ne occupano vie e palazzi. In questo spazio racconto a modo mio le storie più note, quelle meno note e anche alcune di mia completa invenzione.

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