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Eventi | 14 novembre 2021, 10:00

Scimmie, aironi, montagne e fiori nei 125 kachemono in mostra al Mao (FOTO E VIDEO)

Fino al 25 aprile, cinque secoli di espressionismo e impressionismo giapponese su carte, tela e altri tessuti preziosi dalla Collezione Claudio Perino

Scimmie, aironi, montagne e fiori nei 125 kachemono in mostra al Mao (FOTO E VIDEO)

Sono ben 125 i pregiati kachemono in mostra al Mao. Appartenenti alla Collezione Claudio Perino, questi rotoli di tessuto prezioso dipinto, una sorta di corrispettivo del nostro quadro occidentale, venivano appesi durante le occasioni speciali, per accogliere gli ospiti o come decorazione a seconda delle stagioni dell’anno.

Mai presentati al pubblico, sono opere che come cita il titolo della mostra, attraversano cinque secoli di storia. Pensate per essere appese volutamente per un periodo limitato di tempo, alludono alla mutazione e al cambiamento, elementi imprescindibile dell’esistenza.

I visitatori del Museo di Arte Orientale potranno godere di questo variopinto spettacolo dal 12 novembre al 25 aprile. Presenti in mostra anche ventagli dipinti e lacche decorate appartenenti sempre alla Collezione Perino. 

“E’ un progetto nato prima ancora del Museo perché nato da relazione lunga con Perino, ma l’idea della mostra è nata nel 2017” spiega il Conservatore per l'Asia Orientale del Mao Marco Guglielminotti. 

“L’idea alla base era quella di presentare la pittura giapponese in senso generale”aggiunge Claudio Perino -. La mostra “Kachemono. Cinque secoli di pittura giapponese” è la prima nel suo genere in Italia”.

“Sono opere selezionate in base al tema non in maniera cronologica - conclude il curatore Martin Fowler - non su singole scuole o periodi. Ho potuto giocare con i temi e i soggetti grazie alla vasta collezione di Perino. Ci sono alcuni paesaggi, ma anche animali, uccelli e figure. Ho certato di portare alla luce alcune modalità espressive della pittura giapponese che a volte sottrae più che aggiungere”. 

In mostra 

Cinque le sezioni tematiche: fiori e uccelli, animali, figure, paesaggi, piante e fiori. Minuziose rappresentazioni naturalistiche ricche di dettagli che si accostano a immagine rarefatte ed essenziali. Due stili di raffigurazione molto diversi tra loro ma che i Oriente hanno sempre convissuto. 

Come spiegato dal curatore “Alla base di questi dipinti c’è la sapienza nel dosare sia l’inchiostro nero e sia la gradazione del colore, non c’è bisogno di tanti colori per recepire l’essenza di un oggetto”. 

I 125 kachemono esposti alcune opere dei maggiori artisti giapponesi tra cui Yamamoto Baiitsu, Tani Buncho, Kishi Ganku e Ogata Korin. 

Chiara Gallo

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