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Economia e lavoro | 25 novembre 2021, 12:30

Embraco, 7000 euro dal fondo lasciato da Whirlpool. "Ma adesso è finita"

Domani arriverà la comunicazione del tribunale. "Dal Mise non una parola, nemmeno per ammettere che non ci sono più speranze"

lavoratori embraco

Embraco, 7000 euro dal fondo lasciato da Whirlpool. "Ma adesso è proprio finita"

Un'altra pessima notizia per la vertenza Embraco. Un altro tassello che va a comporre un puzzle rovesciato, rispetto alle speranze (e alle promesse) fatte ai quasi 400 operai dello stabilimento di Riva di Chieri.

Domani il tribunale metterà la parola fine

Dopo le offerte per la Acc di Mel (che avrebbe dovuto comporre il progetto Italcomp con l'azienda torinese), domani sarà il Tribunale di Torino a comunicare agli operai che, dal fondo Escrow - quello lasciato da Whirlpool per la reindustrializzazione - riceveranno circa 7000 euro lordi a testa.

Ma quella che potrebbe sembrare una boccata d'ossigeno corrisponde anche alla parola fine della vicenda. Senza nemmeno il fondo, infatti, le possibilità di rilanciare lo stabilimento e riportare le persone al lavoro rasentano lo zero. "È una brutta pagina della storia industriale del nostro paese - spiega Arcangelo Montemarano della Fim-Cisl di Torino - I 391 operai dell'azienda di compressori di Riva di Chieri sono in cassa integrazione fino a fine gennaio 2022: tra due mesi, conclusi gli ammortizzatori sociali, scatterà il licenziamento definitivo".

Sulle voci di possibili interessamento a rilevare l'ex Embraco? "Non c'è niente"

Peraltro, non tutto il fondo (da 9 milioni) andrà ai lavoratori. Le risorse rimaste serviranno anche a sanare le insinuazioni nel fallimento (anche da parte dei lavoratori), a pagare i fornitori e le spese della curatela (che fa sole pesano almeno per 700.000 euro). E nulla c'è di vero sulle voci di possibili interessamenti a rilevare lo stabilimento ex Embraco, fanno sapere i sindacati.

E mentre il Mise incontra Dazn o proprio Acc, su Embraco è calato il silenzio. Nonostante anche la lettera che i lavoratori hanno consegnato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della sua recente visita al Sermig di Torino. "Dal ministero dello Sviluppo non ci hanno mai chiamato - conclude Montemarano - non si vogliono assumere nemmeno la responsabilità di dire ai lavoratori che è fibita. E si aspettano che lo facciamo noi sindacalisti".

Massimiliano Sciullo

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