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Cronaca | 30 novembre 2021, 13:25

Cerimonia in ricordo di padre Cipolla, il frate scalzo che fece il cappellano nelle carceri di Torino per 50 anni

Al Monumentale, mercoledì 1° dicembre alle 11

Cerimonia in ricordo di padre Cipolla, il frate scalzo che fece il cappellano nelle carceri di Torino per 50 anni

 

Il primo dicembre  2006, moriva Padre Ruggero Cipolla. Il frate scalzo che ha trascorso tutta la sua vita in carcere come cappellano insieme ai detenuti e alle guardie penitenziarie, avrebbe compiuto 95 anni il giorno seguente. L’Associazione Nessun Uomo è un’isola (che gestisce il  progetto culturale legato alle ex carceri “Le Nuove”) lo ricorda con una cerimonia al Monumentale, mercoledì 1° dicembre alle 11. Gli verrà dedicata una messa in cappella, all’ingresso di Corso Novara. Quindi seguirà  un omaggio floreale presso la tomba dei Frati minori in cui è sepolto, in terza Ampliazione (area 89). A ricordarlo, raccontando alcuni aneddoti, saranno le persone più care che gli sono state vicino sino all’ultimo, i compagni di missione come il professor Felice Tagliente.

Pur essendo trascorsi quindici anni, infatti, è ancora  sempre molto vivo il ricordo in Città, del frate sempre scalzo, che dedicò cinquant’anni della sua vita ai detenuti ed alle loro famiglie. Si ritrovò cappellano a Le Nuove negli anni più bui della storia italiana,  durante la Resistenza, dal 1944. Settantadue i martiri del Martinetto che confortò durante la prigionia sino alla fucilazione, mettendo a rischio la propria vita. Il suo sostegno non era solo spirituale, di nascosto, nel saio, portava loro cibo, medicine, notizie da casa. Raccolse le loro lettere in un libro che pubblicò nel 1998 dal titolo “I miei condannati a morte”. Finita la guerra, rimase a prestare la sua opera in carcere  migrando poi alle “Vallette” (Lorusso e Cutugno) sino al 1994.

Sostenitore delle idee di don Bosco e di Giuseppe Cafasso, dedicò tutte le sue energie per rendere più umana la condizione dei detenuti, promuovendo attività lavorative e ricreative. "Nella loro sofferenza - era solito dire - rivedo la sofferenza del Cristo".

comunicato stampa

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