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Cronaca | 03 dicembre 2021, 14:04

Inchiesta sugli affidi: la Procura di Torino indaga tre persone

I magistrati vogliono verificare se i bambini hanno subito condizionamenti. Perquisita l’abitazione di una psicoterapeuta già coinvolta nel caso Bibbiano

tribunale di torino

Inchiesta sugli affidi: la Procura di Torino indaga tre persone

Sono tre le persone indagate dalla Procura di Torino nell’ambito dell’inchiesta sulle procedure di affido dei minori.

Si tratta della coppia di donne che ha avuto in affido due bimbi di origini nigeriane, fratello e sorella, accusate di avere maltrattato per anni i piccoli, e della psicoterapeuta Nadia Bolognini, già coinvolta nel caso Bibbiano. I carabinieri hanno perquisito l’abitazione della professionista, sequestrando smartphone e pc. Nei suoi confronti l’ipotesi di reato é concorso in falso ideologico in atto pubblico.

Verificare se i bambini hanno subito condizionamenti

L’obiettivo dei magistrati é verificare se nella complessa procedura che porta agli affidi, siano emersi profili legati ai rapporti pregressi tra i fratelli e i loro genitori, tali da avere indotto le scelte del tribunale dei minorenni. Occorre, inoltre, capire se i bambini hanno subito dei condizionamenti. I bimbi erano stati allontanati dalla famiglia d’origine per problemi legati a questioni economiche, per poi essere  affidati alle due donne, che dal 2013 al 2021 avrebbero compiuto i maltrattamenti.

Rosatelli: "Fiducia nei Servizi sociali della Città"

“Mentre seguo con attenzione lo sviluppo delle indagini della Procura di Torino in materia di affidi, confermo la mia fiducia nell’operato dei Servizi sociali della Città di Torino, che da sempre rappresentano un modello positivo per l’affermazione e la tutela dell’interesse superiore dei e delle minori”. Così l’assessore alle politiche sociali del Comune di Torino, Jacopo Rosatelli, che ha poi aggiunto: “L'affido è un istituto importante e prezioso e le famiglie affidatarie sono una risorsa di solidarietà verso l'infanzia e l'adolescenza".

"Fiducioso nell’operato della magistratura e delle forze di polizia, invito tutti, e specialmente i rappresentanti delle istituzioni, ad evitare ogni strumentalizzazione politica dei fatti. Le responsabilità penali, sempre personali, devono essere accertate, ed è doveroso rispettare il principio costituzionale della presunzione d'innocenza: nessuna persona è colpevole sino alla conclusione definitiva dell'iter giudiziario - ha concluso l'assessore Rosatelli - Sarebbe meglio evitare di evocare analogie con il cosiddetto "caso Bibbiano", utili a costruire polveroni mediatici ma non a risolvere eventuali problemi".

Marco Panzarella

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