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Attualità | 20 dicembre 2021, 10:15

Maria Adelaide, l'assemblea per la riapertura insoddisfatta della Regione: “No alla soluzione mista, sia solo presidio sanitario”

Nonostante le aperture dell'assessore Icardi, gli attivisti insistono sulla necessità di una Casa di Comunità prevista dal Pnrr. Grimaldi (Luv): “Vogliamo conoscere tempi e modalità del progetto”

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Maria Adelaide, l'assemblea per la riapertura insoddisfatta della Regione

Nonostante le recentissime rassicurazioni da parte della Regione Piemonte, e nello specifico dell'assessore alla sanità Luigi Genesio Icardi, sull'intenzione di non vendere ai privati e di aprire una struttura mista con residenza universitaria Edisu e presidio sanitario territoriale all'ex ospedale Maria Adelaide di Torino, l'Assemblea per la riapertura si dice comunque insoddisfatta e lo ha ribadito oggi pomeriggio in piazza Castello con un presidio corredato da una performance artistica.

L'Assemblea insiste: “No allo studentato”

Gli attivisti, forti dell'appoggio nato dal positivo incontro con l'assessore al welfare della Città Jacopo Rosatelli, vorrebbero che l'ex ospedale riaprisse interamente con destinazione sanitaria rigettando l'ipotesi mista: “In qualche modo- ha dichiarato Mariangela Rosolen di Attac Torino, una delle realtà coinvolte nell'Assemblea – siamo riusciti a rompere il muro di granito contro il quale ci siamo scontrati in questi anni ma la proposta presentata non è coerente con il nostro progetto. Un quartiere di circa 90mila abitanti come Aurora può contare, attualmente, solamente su due strutture private convenzionate come il Cottolengo e il Gradenigo e su due poliambulatori: è evidente il disegno volto a depotenziare la sanità pubblica costringendo i cittadini a rivolgersi al mercato mentre servirebbero strutture diffuse”.

Il nodo delle risorse e del Pnrr

L'attacco riguarda anche la gestione delle risorse, in particolar modo quelle previste dal Pnrr per le Case di Comunità: “Propongono - prosegue Rosolen – di realizzare metà struttura sanitaria e metà studentato senza dire con quale denaro intendono farlo, cosa non scontata vista la marcia indietro di Università e Politecnico dal comitato organizzatore per le Universiadi. La Regione deve dire una volta per tutte come intende procedere e, soprattutto, come intende investire i fondi destinati dal Pnrr alle Case di Comunità: va fatto subito perché i tempi dell'Europa sono stringenti e rischiamo di perdere o sprecare risorse importanti per lo sviluppo della sanità territoriale”.

Grimaldi (Luv): “Vogliamo conoscere tempi e modalità del progetto”

Sulla vicenda si è espresso anche il capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Consiglio Regionale Marco Grimaldi: “Finalmente - ha commentato – un parziale ripensamento dopo oltre un anno di lotte: la vendita della struttura è stata sventata ma adesso vogliamo conoscere tempi, modalità e dettagli della realizzazione del progetto. Non abbiamo ben compreso come mai non verrebbero utilizzati fondi del Pnrr, come ha dichiarato Icardi, e non sappiamo se Edisu userà quelli della legge n. 338/2000. Per questo serve da subito che la cabina di regia tra Città e Regione affronti questo nodo per fare una proposta ai Consigli regionali e comunali”.   

Marco Berton

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