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Economia e lavoro | 19 gennaio 2022, 09:57

Dodici mesi fa la prima "campana" a New York, ma il primo anno di Stellantis regala luci e ombre a Torino

La città che ha visto nascere Fiat ha vissuto di suggestioni, speranze, ma anche delusioni e timori: dalla 500 Bev a Mirafiori alla gigafactory "volata" a Termoli. Tavares: "Entriamo in un'era entusiasmante"

bandiere stellantis

Stellantis celebra il suo primo anno dopo la fusione tra Fca e Peugeot

Era il 19 gennaio del 2021 quando a New York, presso la sede della Stock Exchange, si è tenuta la "Cerimonia della campana di apertura" per celebrare la nascita di Stellantis. La fusione tra Fiat Chrysler e Peugeot celebra dunque un anno, trascorso tra progetti, difficoltà economiche (e sanitarie) globali, ma anche non poche delusioni e preoccupazioni per un sito storico come quello di Torino.

"Il nostro settore sta entrando in una nuova ed entusiasmante era, contraddistinta da stili di vita digitali sempre più diffusi - dice Carlos Tavares, CEO di Stellantis -. Non è una coincidenza che Stellantis sia nata proprio quando il mondo richiede un nuovo tipo di approccio, che sospinga questo imperativo umano fornendo una libertà di mobilità pulita, connessa, accessibile e sicura per tutti. Sono grato ad ogni dipendente di Stellantis per il suo contributo quotidiano alla costruzione della nostra comunità e al raggiungimento della grandezza mentre apriamo la strada ad un futuro luminoso".

Il polo torinese tra luci e ombre

E proprio Tavares, nella giornata di oggi, è in visita allo stabilimento di Termoli, dove il Gruppo ha deciso di far nascere la gigafactory italiana di Stellantis (mentre a Scarmagno procede il progetto Italvolt). Una fabbrica di batterie che per lunghi mesi si è sperato che potesse trovare spazio a Torino, in una delle aree di Mirafiori ormai sotto utilizzate. Ma nonostante auspici e scenari possibili, lo storico stabilimento è rimasto a bocca asciutta.

 

Sull'altro piatto della bilancia, però, proprio Mirafiori è la "culla" della 500 Bev, la vettura completamente elettrica che presto raddoppierà i turni di produzione (anche se non mancano incertezze sul mondo dell'auto elettrica, anche a causa degli scarsi sostegni da parte del Governo). 
Inoltre, da parte sindacale non sono mancate le preoccupazioni per lo spostamento dei lavoratori Maserati da Grugliasco a Mirafiori, portando di fatto alla chiusura dell'ex Bertone. Chiusure che, proprio un anno fa, erano state escluse esplicitamente dai vertici Stellantis. 

"Molto da fare, ma siamo sulla buona strada"

Abbiamo ancora molto da fare per continuare a migliorare la nostra nuova azienda, ma siamo sulla buona strada - ha dichiarato ancora Tavares -. La corsa è iniziata e Stellantis riuscirà a fare la differenza nel difficile settore in cui opera. Sapremo cogliere le opportunità lungo la strada, facendo in modo che le nostre stelle continuino a brillare”.

I sindacati: "Siamo a 15 anni consecutivi di ammortizzatori sociali"

Non si sono fatti attendere i commenti dei rappresentanti dei lavoratori. "Ci fa piacere sentire l'amministratore delegato del gruppo Stellantis dichiarare che farà in modo che le stelle del gruppo continuino a brillare, vogliamo però far presente che le stelle a Torino non brillano più da molto tempo in quanto siamo entrati nel quindicesimo anno consecutivo di utilizzo degli ammortizzatori sociali e che da quando il neonato gruppo ha preso vita abbiamo visto nel nostro territorio la chiusura di una fabbrica e la riduzione dell'occupazione", dice Edi Lazzi, segretario generale di Fiom Cgil Torino. "Per fare brillare la stella torinese serve un piano di rilancio corposo di Mirafiori che preveda produzioni che arrivino a 200.000 unità all'anno per la Carrozzeria, volumi che  porterebbero  lavoro anche  alle Presse da anni in sofferenza. Servirebbe inoltre una soluzione per le ex Meccaniche le quali vedranno il termine del cambio oggi in produzione che cesserà con l'arrivo delle auto elettriche e una missione per gli impiegati degli Enti Centrali. Il tutto accompagnato da nuove assunzioni per ridurre l'età media dei lavoratori che è di 54 anni: un modo per migliorare la produttività degli impianti e quindi anche l'abbassamento dei costi di produzione richiamati dallo stesso Tavares.  Solo così quella stella potrà davvero iniziare a brillare e dare prospettive concrete per il nostro territorio".

 

Massimiliano Sciullo

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