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Attualità | 06 maggio 2022, 11:07

Insegnanti sul piede di guerra in corso Vittorio: presidio davanti all'ufficio scolastico contro concorsi e invalsi

I sindacati di base manifestano contro le decisioni dell'attuale ministro Bianchi

Insegnanti sul piede di guerra in corso Vittorio: presidio davanti all'ufficio scolastico contro concorsi e invalsi

Circa 50 persone, con bandiere e cartelli, per protestare contro le condizioni in cui si trova la scuola pubblica. Nel mirino di Cub e sindacati di base, in particolare, finiscono il ministro della pubblica istruzione Patrizio Bianchi e alcuni provvedimenti recenti come il vincolo alla mobilità, episodi di "docenti demansionati senza visita collegiale", ma anche l'annullamento di alcune graduatorie da concorso.

Questi sono alcuni dei punti esposti dai rappresentanti degli insegnanti davanti alla sede dell'ufficio regionale in corso Vittorio Emanuele. Ma non solo: critiche anche per il mancato rinnovo del contratto fermo ormai da due anni, a fronte di un "potere d'acquisto calato del 20%". E poi critiche anche all'uso delle risorse del PNRR. Da utilizzare "non nella digitalizzazione selvaggia, ma nella riduzione delle classi a un massimo di 20 bambini". 

"Le altre sigle sindacali sono dormienti - dicono al microfono i rappresentanti dei sindacati di base - mentre noi siamo decisi a passare alla reazione. Qui nessuno ci ascolta e non c'è trattativa ormai da troppo tempo".

Nel calderone delle critiche finiscono anche i test invalsi, ritornello costante nell'anno scolastico dei piccoli. "Effetti retroattivi negativi sulla didattica, che trasformano i docenti in addestratori di quiz". "Prove che non hanno alcun valore scientifico né attinenza con il programma svolto nelle classi".

Le richieste riguardano poi l'ampliamento degli organici - sia docente che Ata -, contestando "quel reclutamento a punti che penalizza qualunque parametro già noto e consolidato".

Massimiliano Sciullo

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