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Economia e lavoro | 28 giugno 2022, 15:53

I rider protestano in piazza Castello: "Ecco come lavoriamo. Seguite l'esempio di Just Eat e assumeteci"

Davanti a Mc Donald's si sono ritrovati una decina di esponenti del Coordinamento Rider della Cgil di Torino

protesta sindacale rider con bici e bandiere

Protesta dei rider in piazza Castello a Torino

Si sono ritrovati in un posto dal forte significato simbolico: il Mc Donald's di piazza Castello, uno dei luoghi in cui molti di loro sono soliti fare tappa per recuperare il cibo da portare con le loro consegne a colpi di pedale. Hanno protestato questo pomeriggio in circa una decina gli esponenti del Coordinamento Rider della Cgil di Torino (CdL, Filt, Nidil), dando vita a un momento di informazione e sensibilizzazione dei rider e della cittadinanza rispetto alle condizioni lavorative in cui si trovano a lavorare chi fa consegne di cibo a domicilio. 

In particolare, la richiesta è che le aziende (come già fatto da alcuni mesi da Just Eat Takeway) inquadrino questi lavoratori come subordinati - rispettando le numerose sentenze di questi anni.

"Serve una direttiva a livello europeo"

Umberto Vici, delegato sindacale Cgil per Just Eat, ha spiegato: "Noi siamo a sostegno di questa protesta che coinvolte tutte le piattaforme". Una mobilitazione in concomitanza di una nuova direttiva europea al voto oggi e che, come spiega Vici, "inverte l'onere della prova, stabilendo che spetta al datore di lavoro dimostrare il tipo di rapporto che si ha nei confronti del lavoratore. Una teoria provata da tantissime sentenze: per questo siamo qui per protestare contro l'utilizzo di un algoritmo che obbliga le persone a lavorare in maniera dipendente però utilizzando in favore dell'azienda il cottimo".

"Basta lavorare soggiogati da un algoritmo"

"E' una normativa che riguarda tutti i lavori della Gig Economy - spiega Ivano Jordan, funzionario della Filt Cgil - Quando uno lavora per un altro è un dipendente e spetta a chi gli dà il lavoro dimostrare che non lo è". In piazza Castello tra bici e zaini termici per tenere al caldo le vivande anche Enrico Francia, delegato della Nidil Cgil: "Oggi siamo qui per ribadire che vogliamo il contratto da lavoratori subordinati come riconosciuto da varie sentenze visto che siamo costretti da un algoritmo a lavorare in certe condizioni".

Massimiliano Sciullo

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