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Economia e lavoro | 04 luglio 2022, 13:03

Stellantis, da Mirafiori l'unica luce dentro la crisi dei componenti che sta zavorrando la produzione di auto

Nonostante i cali nazionali, a Torino la 500 elettrica fa crescere i volumi di quasi il 40%, Ma i sindacati chiedono un incontro con Regione e Comune per avere certezze sulle meccaniche e sugli enti centrali

sindacati discutono produzione Stellantis

Ancora dati preoccupanti per la produzione Stellantis, ma non a Mirafiori

Un aumento di quasi il 40% dei volumi di produzione rispetto al 2021. Ecco la cifra che racconta il piccolo "miracolo" che sta riguardando lo stabilimento Stellantis di Torino (e dunque Mirafiori) nei primi sei mesi del 2022. Un miracolo legato soprattutto alla produzione della 500 elettrica, che quasi da sola continua a trascinare i lavori della fabbrica storica di mamma Fiat.

Numeri in controtendenza

Il tutto mentre, però, altrove le cose vanno decisamente peggio. Secondo i dati elaborati e diffusi oggi da Fim Cisl, infatti, in Italia complessivamente nei primi sei mesi del 2022 si è registrato un calo del -13,7% rispetto al 2021. Sono soprattutto i mezzi commerciali a pesare (mentre le autovetture mostrerebbero da sole una mini-crescita del 2,1%), ma la sostanza non cambia. E - anzi - peggiora se si prende in considerazione come anno di riferimento il 2019: in quest'ottica, il calo è addirittura del 22,8%.

Colpa dei semiconduttori

La causa è in gran parte riconducibile allo stop nelle produzioni determinato dalla mancanza dei semiconduttori e di altri componenti, e nella prima parte del 2022, anche dalle difficoltà causate dal fermo dei trasporti. La carenza di semiconduttori ha iniziato a riscontrarsi in termini di blocchi produttivi già nei primi mesi del 2021, ma si è aggravata pesantemente nella seconda parte del 2021 e continua in maniera molto significativa anche nel primo trimestre 2022, una situazione che condizionerà anche il 2023. 

Qui Torino: "Meccaniche ed enti centrali: tutto fermo dopo gli impegni di Cirio e Lo Russo"

A soffrire, in particolare, sono Melfi (-17%) e Sevel (-37,2%), che hanno sempre rappresentato gli stabilimenti italiani con un contributo maggiore per la crescita 

complessiva dei volumi. Accanto a Mirafiori, vanno meglio anche Cassino e Pomigliano d'arco, grazie a Maserati Grecale e Alfa Romeo Tonale danno spinta alla produzione di Cassino e Pomigliano D’Arco. Bene anche Maserati Modena (grazie alo modello MC20). 

I volumi produttivi misurati nel primo semestre 2022 sono pari a 48.760 unità rispetto alle 35.014 rilevate nel 2021 (+39,3%). Il peso maggiore della crescita continua ad essere determinato dalla produzione della 500 bev che, partita nel mese di ottobre 2020, nel 2021 si è attestata sulle 53.819 unità. Dal 10 gennaio la linea della 500e è partita su due turni, raddoppiando l’attuale produzione, che mediamente oggi si assesta su circa 360 vetture al giorno, con una crescita rispetto al semestre 2021 del +54% (da 25.219 a 38.830)

L’attuale andamento fa prefigurare un 2022 con oltre 70.000 Fiat 500e prodotte. La crisi dei semiconduttori per ora ha pressoché risparmiato lo stabilimento di torinese, con la perdita di solo 14 turni (7 giorni) sulla linea della 500e.

L’80% dei volumi dello stabilimento torinese sono rappresentati da 500 bev, il restante 20%, poco meno di 10 mila vetture, è rappresentato dalle produzioni Maserati Levante, Ghibli e Quattroporte che dal 17 gennaio 2022 sono tutte prodotte sulla “Linea Maserati” di Mirafiori, che marcia solo su un turno (dopo lo spostamento da Grugliasco). 

A seguito della preparazione della produzione di Quattroporte e Ghibli su un’unica linea, la partenza della produzione delle Maserati a Mirafiori ad inizio anno non è partita immediatamente, ma nonostante questo nel I° semestre 2022, con le 9.930 unità si è di fatto raggiunto la produzione dello scorso semestre +1,4%. A partire dal 2024 dovrebbe poi diventare realtà la piattaforma Folgore, con l'ammodernamento entro il 2025 di tutte le auto Maserati con le nuove motorizzazioni. Nel frattempo sulla linea di Maserati stanno facendo la loro comparsa, in fase di testing, le nuove Maserati Gran Turismo e Gran Cabrio, dove è prevista la partenza produttiva verso la fine del secondo semestre. "Le aspettative di Torino sono innanzitutto di ritornare ai livelli 2017 dove i volumi Maserati erano esattamente il doppio di quelli raggiunti nel 2021", dicono da Fim Cisl. 

"Il tema delle forniture delle materie prime, dei semiconduttori e dell’avvicinamento della catena del lavoro è un problema di ordine geopolitico, che il governo del nostro Paese deve affrontare in maniera strategica anche in ambito Europeo - dice Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim -. Lo scoppio della guerra in Ucraina, lo stop alle forniture del Gas russo, la ridefinizione dei flussi nei diversi mercati anche per le scelte che altri paesi, a partire dalla Cina, potranno attuare possono solo peggiorare ulteriormente il problema del reperimento e del costo delle materie prime. Questa situazione drammatica per il settore, come Fim-Cisl l’abbiamo denunciata più volte a livello ministeriale a partire dal tavolo dell’automotive presso il MISE".

A livello locale, spiega il segretario provinciale di Fim, Davide Provenzano, "non c'è alcuna traccia degli impegni assunti nell'incontro del 28 marzo fra Stellantis e gli enti locali. Abbiamo registrato l'impegno di Cirio sui fondi europei e quello del sindaco Lo Russo sulla leva urbanistica. Siamo quasi alla pausa estiva e non c'è alcun ritorno. Per questo è tassativo un nuovo incontro entro settembre con gli enti locali, lo chiederemo con gli altri sindacati". "La criticità maggiore di Mirafiori è quella degli 800 lavoratori delle Meccaniche di Mirafiori che producono cambi, non loro non ancora alcuna risposta, mentre il punto di forza sono i 7.000 addetti alle attività di ingegneria che possono rivestire un ruolo centrale nella transizione", ha spiegato Provenzano. 

Massimiliano Sciullo

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