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Politica | 29 luglio 2022, 11:37

Opposizioni all'attacco in Regione: "Consiglio dei Ministri impugna legge Marin sull'edilizia, rivederla subito"

Martinetti (M5S): "Un epilogo ampiamente prevedibile". Commenti negativi anche di Sarno (Pd) e M4O. La replica della Lega: "Il prossimo governo la potrà prendere ad esempio, certi della bontà del nostro lavoro"

Opposizioni all'attacco in Regione: "Consiglio dei Ministri impugna legge Marin sull'edilizia, rivederla subito"

"La Presidenza del Consiglio dei Ministri impugna e fa a pezzi la sciagurata legge regionale “Marin” sull’edilizia (L.r. 7/2022), approvata a maggio dalla maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale. Ben 83 pagine in cui il Governo smonta questa legge", attacca Ivano Martinetti, Consigliere regionale del M5S. 

"Un epilogo ampiamente prevedibile. Abbiamo denunciato all’infinito, in commissione ed in aula, l’elevatissimo rischio impugnativa e l’enorme danno che questa norma avrebbe procurato agli Enti Locali e ai cittadini Piemontesi, visti gli evidenti profili di incostituzionalità e le ripetute violazioni delle norme dello Stato. Adesso occorre rivedere subito la Legge, e modificarla radicalmente ascoltando quanto sostenuto da sempre dalle opposizioni".

"Andrà effettuata una revisione totale, infatti la Presidenza del Consiglio dei Ministri non lascia spazio a dubbi parlando di  "indiscriminati interventi sulla disciplina urbanistica ed edilizia regionale vigente che determinano la violazione di norme statali, ponendosi in contrasto con i principi fondamentali posti dallo Stato in materia di governo del territorio e tutela della salute, in violazione dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, violando altresì la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell'ambiente, dei beni culturali e del paesaggio, nonché della tutela della concorrenza, dei livelli essenziali delle prestazioni e di funzioni fondamentali dei Comuni".

"Avevamo provato a presentare emendamenti correttivi proprio in tal senso, ma non è stato possibile a causa della volontà di zittire le opposizioni e del contingentamento introdotto dalla maggioranza per approvare in fretta e furia la legge. La Presidenza del Consiglio dei Ministri nella sua impugnativa continua ancora sottolineando quanto anche noi abbiamo sostenuto: "Si evidenzia altresì il contrasto con gli articoli 9 e 32 della Costituzione che riconoscono quali valori imprescindibili della Repubblica, rispettivamente, la tutela dell'ambiente e del paesaggio e quella della salute, nonché il principio di ragionevolezza di cui agli articoli 3 e 97 della Costituzione”.

"L'impugnativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri è lapidaria e mostra l'inadeguatezza di questa Giunta su materie di notevole importanza che hanno delle ripercussioni importanti sulla vita dei cittadini. Il M5S in tutti i modi ha cercato in Consiglio regionale di impedire questo scempio, ci siamo impegnati, abbiamo combattuto, denunciato e continueremo", conclude Martinetti.

"Il fallimento della Giunta Cirio in materia di "semplificazione edilizia" è scritto nero su bianco nell'atto con il Ministero impugna la legge a prima firma Marin. Laddove il bavaglio imposto dalla maggioranza non può agire e la parola passa alle norme e, soprattutto, alla Costituzione, gli slogan di questa maggioranza cadono come un castello di carte. Abbiamo presentato centinaia di emendamenti in commissione e in aula, partecipato al tavolo nel tentativo di riportare un po' di razionalità in un provvedimento che, con la solita scusa della semplificazione e della liberazione da "lacci e lacciuoli", di fatto smantellata con impietose picconate norme regionali finalizzate a difendere l'ambiente e la salute dei cittadini e controllare il rischio di eludere controlli e compiere abusi. Un'altra dimostrazione dell'incapacità di questa maggioranza di lavorare nel rispetto dell'ambiente e per il bene dei cittadini", dichiarano Francesca Frediani Giorgio Bertola, Consiglieri regionali Movimento 4 Ottobre.

"L'avevamo già denunciato a più riprese durante le discussioni in Commissione e in Aula: la legge Marin sull'urbanistica, a suon di deroghe e deregolamentazioni, permette l'edilizia selvaggia e aumenta l'impronta dell'uomo sulla Terra, accelerando il percorso verso il punto di non ritorno", ha dichiarato il consigliere regionale del Pd Diego Sarno. "Nonostante i nostri avvertimenti - prosegue - la maggioranza ha insistito nel proseguire con questa legge scellerata e ora i nodi vengono al pettine: ieri il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge Marin proprio poiché "in contrasto con la normativa statale in materia di governo del territorio, beni culturali, paesaggio, tutela dell'ambiente, della concorrenza, della salute" e poiché viola, in aggiunta a tutto questo, diversi articoli della Costituzione. La scelta del governo non ci stupisce affatto, così come non stupisce che i sindaci stiano facendo sentire la loro voce per opporsi all'applicazione di questa legge sul loro territorio".

“La Pdl 125, poi diventata legge regionale 7 del 2022, è sicuramente un provvedimento molto innovativo, perché per la prima volta interviene in modo forte sul recupero del patrimonio esistente con l’obiettivo di disincentivare nuove edificazioni e di restituire suolo permeabile alla natura. Forse non è stata sufficientemente compresa, e allora ben venga la Corte Costituzionale che potrà una volta per tutte stabilire i perimetri della materia urbanistica regionale rispetto a quella nazionale. Noi siamo comunque certi della bontà del lavoro fatto e che le nostre controdeduzioni verranno accolte. Tanto che la nostra legge potrà essere presa ad esempio e fatta propria dal prossimo governo, così da riqualificare l’immenso patrimonio edilizio italiano a favore della natura e non del cemento”, hanno replicato in una nota i leghisti Valter Marin e Alberto Preioni.

comunicato stampa

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