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Cronaca | 13 settembre 2022, 17:00

I rider torinesi vincono anche in Appello la causa contro Uber

Rispetto alla prima sentenza i ciclofattorini si vedono però negare la 14esima e una delle indennità

protesta rider

I rider torinesi vincono anche in Appello la causa contro Uber

La Corte d'appello di Torino ha confermato la sentenza con cui il tribunale del lavoro, in prima istanza il 18 novembre 2021, aveva riconosciuto a dieci ciclofattorini di Uber Eats il diritto a essere considerati lavoratori subordinati.

Rispetto alla decisione precedente, secondo le prime informazioni, c'è stata una parziale correzione delle somme dovute ai ricorrenti, con l'esclusione della 14a mensilità e di una delle indennità.

Come titolare di lavoro reale, per i giudici, deve essere considerata Uber Italy. I ricorrenti erano in gran parte immigrati stranieri reclutati per lo più nei centri di accoglienza. "Siamo soddisfatti della sentenza ma il nostro impegno continuerà": così gli avvocati Giulia Druetta e Sergio Bonetto, legali dei rider, hanno commentato la decisione della Corte d'appello. "Continueremo a impegnarci per far riconoscere ciò che sembrerebbe logico: questi lavoratori hanno diritto a un salario dignitoso e a un normale contratto di lavoro".

"Malgrado le numerose sentenze e le modifiche legislative già intervenute - aggiungono gli avvocati - ancora oggi la stragrande maggioranza delle imprese del settore considera i rider non come normali lavoratori ma come precari da impiegare senza tutele con contratti di fantasia come i contratti di lavoro occasionali, che nel settore sono i più diffusi".

 

redazione

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