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Scuola e formazione | 27 settembre 2022, 11:58

Fraschia lascia la guida del ‘Valdese’ con due classi prime: “Non succedeva da 20 anni”

Affiancherà la nuova preside, Alessia Passarelli, e continuerà ad insegnare nel liceo di Torre Pellice

Marco Fraschia

Marco Fraschia

Racconta di essere stato preso alla sprovvista dall’applauso con cui colleghi, studenti e genitori, tutti in piedi, hanno introdotto il suo ultimo discorso come preside del Liceo valdese di Torre Pellice. Marco Fraschia, sabato 17 settembre, ha consegnato le chiavi della scuola in mano alla nuova preside: Alessia Passarelli. “Mi sono dovuto asciugare le lacrime prima di iniziare il discorso” rivela.

Fraschia era alla guida dell’unica scuola superiore protestante in Italia, dal 2016. Due anni fa, per motivi di famiglia, aveva annunciato la sua volontà di rinunciare alla carica, “Ma poi era scoppiata la pandemia – racconta – e non volevo abbandonare la nave. Ora, visto che la situazione si è tranquillizzata, è il momento giusto”.

Dei suoi 58 anni, l’ex preside ne ha trascorsi finora ben 38 anni nel Liceo: 8 come studente e 30 come insegnante: “Fare il preside nella scuola dove sono cresciuto mi è sembrato naturale. L’ho sempre vissuta come una casa ed una famiglia”.

Adesso lo aspetta un anno scolastico di affiancamento alla nuova preside e poi auspica di trovare la possibilità di dedicare più tempo all’insegnamento: “Per me è più bello fare il professore che il preside: non sono mancate le gratificazioni in questi sette anni scolastici, ma il lavoro burocratico da espletare è pesante e porta via molto tempo”. Fraschia non ha mai lasciato l’insegnamento della storia delle religioni e della storia locale nel suo Liceo, lavoro che continuerà a svolgere nei prossimi anni, ma non esclude la possibilità di tornare ad insegnare il greco, materia che gli era affidata prima di diventare preside.

Lascia la guida con una soddisfazione che accende le speranze per il futuro della scuola: “Quest’anno siamo partiti con due classi prime: era da circa vent’anni che non accadeva”. Una delle preoccupazioni costanti è stata infatti il calo degli iscritti: “Questa volta i nuovi iscritti sono 31 e abbiamo voluto suddividerli in due classi: quella dell’indirizzo linguistico e classico è composta da 14 studenti, mentre sono 17 quelli dell’indirizzo scientifico e sportivo”. L’obiettivo è di non creare una ‘classe pollaio’: “Perché è questo l’aspetto vincente di una scuola paritaria come la nostra – sottolinea –: mantenere l’attenzione sui singoli studenti”.

Elisa Rollino

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