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Scuola e formazione | 24 novembre 2022, 11:01

I dati sono tanti, quintilioni di quintilioni. E UniTo è pronta a fare i calcoli per imprese e territorio

Sono sempre di più i byte di informazioni digitali che si generano ogni giorno, tra rischi e potenzialità. L'Università è pronta a fare la sua parte e firma un patto insieme all'ex ministro Pisano

uomo che regge un modellino statistico

Nuovo impegno dell'Università di Torino sui big data

Quanti sono 2,5 quintilioni di byte? Difficile anche solo immaginarlo, ma tanto "pesano" i dati generati ogni giorno. Li chiamano "big data" e accanto all'enorme potenzialità comportano anche alcuni rischi. Ma possono diventare una risorsa importante per le imprese e il territorio.

E su questo tema l'Università di Torino è pronta a fare la sua parte. Intanto, venerdì 25 novembre, dalle 15 alle 18:30, nell’aula magna del Campus Luigi Einaudi (Lungo Dora Siena 100) si tiene l’incontro “Creare Valore con i Dati: per non farci cogliere impreparati”. Esponenti del mondo accademico e delle imprese forniranno la loro “visione” sulla ricchezza e sulla complessità del mondo dei dati, provando a dare indicazioni su questa rivoluzione in atto. L’evento, visibile anche in diretta streaming su media.unito.it, è organizzato dalla professoressa Elisabetta Ottoz, direttrice del Dipartimento di Economia e Statistica Cognetti de Martiis dell'Università di Torino e dalla professoressa Paola Pisano, docente di Business e Innovation, già Ministra per l'Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale.

Due quintilioni e mezzo di byte di dati generati ogni giorno alimentano la promessa, ancora non mantenuta, di portare maggiore valore a cittadini, imprese e paesi. Gestire questa enorme complessità richiede non solo visione di insieme ma anche competenza, conoscenza delle nuove tecnologie e forti capacità di collaborazione. L’incontro costituirà anche l’occasione per sottoscrivere un “patto sui big data”, che impegnerà i firmatari, stakeholder pubblici e privati, a promuovere la consapevolezza e la conoscenza dei dati e delle loro applicazioni tra studentesse e studenti universitari. Corsi di formazione, campagne social, progetti di ricerca e innovazione sono solo alcuni degli impegni che i firmatari potranno mettere in atto per dar seguito al patto.

Primo firmatario del documento è il Dipartimento di Economia e Statistica “Cognetti De Martiis” dell’Università degli Studi di Torino, impegnato sul tema dello sviluppo delle competenze di analisi dei dati sia nella didattica sia nella ricerca. Da un lato, un’offerta formativa fortemente orientata all’analisi statistica ed economica caratterizzante il corso di laurea triennale in “Economia e Statistica per le organizzazioni”(CLEST) e i due corsi di laurea magistrali in “Metodi Statistici ed Economici per le Decisioni” (SEED) ed “Economia dell’Ambiente, della Cultura e del Territorio” (EACT). Dall’altro, un’attività di ricerca indirizzata su tematiche che fanno forte uso dell’analisi dei dati, per migliorare le decisioni strategiche di soggetti pubblici e privati. Tutte le competenze statistiche, economiche e aziendali del Dipartimento di Economia e Statistica “Cognetti De Martiis” sono oggi chiamate congiuntamente ad affrontare questa sfida. 

Il nostro Dipartimento sta affrontando il tema della trasformazione digitale a più livelli e nella sua complessità, in costante dialogo con l’esterno. La cooperazione tra le diverse unità di ricerca interne, la promozione di progetti di forte innovazione, e una vocazione sempre più marcata alla collaborazione con il mondo esterno costituiscono i primi necessari passi da compiere per creare una cultura adeguata a queste sfide. I dati e le nuove tecnologie devono essere considerati come un’opportunità, non come un problema”, commenta la professoressa Ottoz.

Oggi è una giornata importante per continuare e rafforzare il percorso di collaborazione con i nostri stakeholder iniziato mesi fa. Ma anche per allargare la collaborazione a nuovi soggetti. Università, imprese e settore pubblico devono continuare a lavorare insieme, soprattutto su tematiche così importanti dal punto di vista economico, sociale e tecnologico. Tutti noi dobbiamo lavorare per garantire al nostro Paese la posizione che merita in Europa e a livello internazionale”, aggiunge l'ex ministro Pisano.

Non solo grande attenzione alle aziende, ma anche a studentesse e studenti. La formazione sul tema dovrebbe, infatti, essere fatta fin dai primi anni delle scuole superiori, per ridurre il divario digitale che i relativi indicatori, ancora oggi, mostrano”, conclude Consuelo Rubina Nava, presidente della Commissione Orientamento del Dipartimento.

redazione

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