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Attualità | 24 gennaio 2023, 11:53

Sciopero benzinai, cominciano le code ai distributori di Torino prima delle 48 ore di stop. Ecco le stazioni aperte [FOTO]

Conto alla rovescia in vista delle 19 di oggi, quando scatterà la serrata (22 in autostrada). Già lunghe code in molte zone della città. Ma sono 25 le "oasi" garantite per legge in autostrada. Domani presidio in piazza Castello

Sciopero benzinai, cominciano le code ai distributori di Torino prima delle 48 ore di stop. Ecco le stazioni aperte [FOTO]

Fare in tempo, prima che il distributore chiuda. O che la benzina finisca. Sono ore concitate quelle che si stanno vivendo (anche) a Torino. Alle 22 di oggi, infatti, scatta lo sciopero dei distributori e anche sotto la Mole fare il pieno sarà un problema per 48 ore. 

Cominciano le code

Ecco perché già dalle prime ore di oggi si sono formate code più lunghe del normale ai distributori della città. Soprattutto quelli con in prezzo più conveniente, rispetto a quelli vicini. Da Torino sud a Torino Nord le scene sono simili: auto in attesa per ricaricare il serbatoio e arrivare senza problemi a fine settimana.

Anche i distributori nelle vicinanze delle autostrade sono state prese d'assalto, tanto da rischiare di rimanere senza rifornimenti. La situazione potrebbe anche rafforzarsi con il passare delle ore, quando si avvicinerà la "tagliola" delle 19 (alle 22 per le autostrade).

Ecco le stazioni aperte in autostrada

Intanto sono 25 le stazioni di servizio individuate in tutto il Piemonte per garantire l’erogazione di carburanti durante lo sciopero dei benzinai dal 25 al 26 gennaio lungo le autostrade A4 A5 A6 A7 A21 A26 A32 A55, almeno una ogni 100 chilometri come prescrive la legge.

Sulla tangenziale A55 di Torino sarà garantito il servizio presso le stazioni di Piscina sud; Bauducchi sud (Moncalieri); Stura nord; Rivoli nord.

Sulla A32 da Bardonecchia a Torino saranno aperte le stazioni di Rivoli nord e Frejus, mentre da Bardonecchia a Torino sarà aperta la stazione Autoporto Susa est.

Sulla A21 da Brescia verso Torino sarà aperta l’area di servizio di Villanova nord (Villanova d’Asti) e da Torino a Brescia la stazione di Villanova sud (Villanova d’Asti).

Sulla A6 da Savona a Torino sarà aperta la stazione Rio Ghidone est di Fossano e da Torino a Savona sarà aperta la stazione Rio De Cocchi Ovest (Carmagnola) e sempre sulla A6 quella di Mondovì ovest.

Sulla A5 da Aosta a Torino sarà aperta la stazione di Scarmagno ovest e da Torino ad Aosta quella di Viverone nord presso Settimo Rottaro.

Sulla A4 da Trieste a Torino saranno aperte le stazioni di Settimo Torinese nord e Novara nord, mentre da Torino a Trieste sarà aperta quella di Novara sud e di Settimo Torinese sud.

Domani manifestazione in piazza

Domani alle 10, intanto, in coincidenza con la prima giornata del loro sciopero i benzinai saranno in piazza Castello (davanti alla prefettura), dove la Faib-Confesercenti ha organizzato un presidio. Successivamente una loro delegazione sarà ricevuta in prefettura: nell’occasione verrà consegnato un documento contenente le richieste della categoria. "Non si tratterà di una manifestazione di piazza – dice Enzo Nettis, presidente di Faib-Confesercenti – perché l’iniziativa fondamentale rimane lo sciopero. Ci limiteremo a un semplice presidio, che però consideriamo estremamente significativo. Ci teniamo particolarmente, infatti, a far sentire la nostra voce anche fuori dai nostri impianti. Domani i nostri interlocutori saranno i cittadini-consumatori che forse sopporteranno qualche disagio, ma ai quali vogliamo spiegare – grazie ai colleghi presenti in piazza – che non siamo noi i responsabili dei rincari. E le istituzioni, con le quali vogliamo aprire un confronto che vada al di là dei motivi contingenti che ci hanno indotto allo sciopero".

"La nostra categoria sconta da anni una condizione di incertezza e di difficoltà dovuta alle mutate condizioni di mercato e alla necessità di affrontare la transizione energetica: la rete distributiva dei carburanti per ritrovare produttività ed economicità ha bisogno di essere ristrutturata e qualificata con prodotti di nuova generazione, a basso impatto ambientale e con lo sviluppo di attività cosiddette ‘non oil’ e di servizio. Chiederemo che il prefetto si faccia portavoce con il governo di queste esigenze, che riguardano non solo noi, ma la generalità dei cittadini”, conclude.

Massimiliano Sciullo

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