/ Attualità

Attualità | 14 aprile 2023, 15:05

Aveva una casa, ma chiedeva al Comune di pagarle la retta in rsa: Palazzo Civico fa ricorso contro anziana non autosufficiente

L'Amministrazione ha evidenziato che la richiedente era proprietaria di un bilocale dal valore di poco più di 70mila euro, che la 'tagliava fuori' da coloro che possono ricevere l'integrazione economica

foto di archivio

Il Comune ricorre in appello contro la malata non autosufficiente per il pagamento della retta alla Rsa

Nelle stesse ore in cui a Palazzo Civico veniva presentata la prima edizione del Disability Pride torinese, l’Amministrazione civica notificava il ricorso in appello agli eredi della malata non autosufficiente (disabile al 100% e titolare di indennità di accompagnamento per la sua condizione di totale mancanza di autonomia) costretta a pagare 25mila euro di retta alberghiera in Rsa, perché il Comune di Torino le aveva negato l’integrazione economica.

La malata in questione aveva presentato ai Servizi sociali della Città il suo Isee di 6mila euro annuali, chiedendo l’integrazione della retta alberghiera del ricovero (1.500 euro al mese) che non riusciva a coprire. Il Comune di Torino rispondeva negando l’integrazione perché la richiedente era proprietaria di un bilocale in zona Valdocco dal valore di poco più di 70mila euro.

Il valore dell’immobile era già conteggiato nell’Isee, ma il Comune lo riconsiderava come criterio di sbarramento, per «tagliare fuori» la malata dagli aiuti economici. Risultato: i due figli della malata non autosufficiente hanno dovuto pagare di tasca loro 1.000 euro al mese per le cure della mamma in Rsa. Il 24 febbraio 2023, con la sentenza di primo grado, il Tribunale di Torino ha condannato la Città al rimborso di 25mila euro in favore degli eredi della malata (nel frattempo deceduta), dichiarando di fatto illegittimo il regolamento della Città, in violazione delle regole nazionali di conteggio dell’Isee, a tutto danno degli utenti.

Alla condanna hanno fatto seguito numerosi appelli delle organizzazioni del Coordinamento sanità e assistenza – Csa all’Assessore alle Politiche sociali, Jacopo Rosatelli, al Sindaco, Stefano Lo Russo, e a tutta la maggioranza in Consiglio comunale perché l’Amministrazione comunale torinese cambiasse il regolamento per le integrazioni economiche (deve farlo entro giugno 2023, per delibera della Regione Piemonte) e non ricorresse in appello nel caso specifico, senza insistere nella politica a danno degli utenti.

Non è stato così. Il Comune ha notificato il ricorso e procederà sostenendo in Corte d’Appello la “correttezza” della sua politica: chiedere 25mila euro di retta ad un’anziana malata con Isee di 6mila. Le organizzazioni del Csa sosterranno gli eredi nella causa di Appello e segnalano inoltre che le illegittimità del regolamento comunale non si fermano al conteggio della casa per i malati non autosufficienti. Le violazioni della legge nazionale sull’Isee – che è Livello essenziale delle prestazioni e quindi deve essere applicato in modo uniforme in tutta Italia, senza possibilità di modifiche se non a vantaggio degli utenti – riguardano anche la pensione di invalidità e l’indennità di accompagnamento delle persone con grave disabilità intellettiva.

Le norme nazionali prescrivono di non conteggiarle come reddito; il regolamento del Comune di Torino, invece, le considera cifre disponibili, che la persona con disabilità è costretta a spendere per la copertura della retta alberghiera.

comunicato stampa

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GIUGNO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare" su Spreaker.

WhatsApp Segui il canale di TorinOggi.it su WhatsApp ISCRIVITI

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium