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Attualità | 11 luglio 2023, 11:33

Argotec in rampa di lancio: da via Cervino una nuova sede "spaziale" a S.Mauro: "Costruiremo un satellite alla settimana" [FOTO e VIDEO]

Uno Space Park di 12mila metri quadri (più 17mila di verde), con cento nuove assunzioni e il recupero di un'area industriale dismessa. Un investimento da 25 milioni

Nuova sede Argotec

La nuova sede di Argotec a San Mauro, nella ex cartiera Burgo

Un satellite alla settimana, un investimento da 25 milioni di euro e cento nuovi posti di lavoro per un'azienda che, nel 2008, "contava un solo addetto: me stesso". Così David Avino presenta il suo Space Park, l’evoluzione dell'azienda che lui ha fondato e di cui è amministratore delegato. Argotec si espande, ma non rinuncia a volare, insieme ai suoi nano-satelliti: dalla sede di via Cervino la nuova casa sarà a San Mauro, in uno stabilimento che recupera una zona industriale in disuso (ex cartiera Burgo) da 12mila metri quadri, di cui 7.000 di produzione. Ma l'area riqualificata comprende anche 17mila metri quadri di area verde recuperata. Al centro, un enorme edificio circolare che da solo sembra davvero un disco volante.

Dalle cantine di Piazza Adriano alla ex Burgo

Dalle cantine di piazza Adriano (e le call con la Nasa) ai servizi per l'agenzia spaziale europea alla ex portineria dismessa alle spalle del Politecnico. Poi lo spostamento in via Cervino. "Eravamo una decina di persone e a dicembre 2013 gli spazi sembravano quasi troppi. Ci giocheremo a pallone, dicevamo. Ma sapevo che un giorno sarebbe stato uno spazio piccolo", ricorda Avino.

Cento assunzioni in vista e trasloco a marzo

Oggi i dipendenti di Argotec sono 140. "Siamo sempre cresciuti e assumeremo entro un anno almeno altre cento persone, raddoppiando ingegneri, addetti marketing e comunicazione. Fin dall'inizio abbiamo però sempre la stessa idea: rendere lo Spazio come accessibile". "Non è facile trovare profili adatti, serve il contributo delle Università", aggiunge.

Un investimento da 25 milioni di euro (5 dal Pnrr)

A marzo è previsto lo spostamento della parte produttiva. Parti che ora sono in via Cervino e altri macchinari che saranno acquistati. L'obiettivo è creare una nuova filiera automatizzata di produzione dei nano-satelliti, attraverso l'uso di robot collaborativi. Non solo satelliti da 15 kg, ma anche più grandi, magari fino a 100 kg.

Dei 25 milioni, 5 sono arrivati dall'agenzia spaziale italiana tramite Pnrr, mentre altri 20 saranno trovati dall'azienda. "Ma siamo aperti alle start up che vorranno insediarsi, così come vogliamo rivolgerci alla cittadinanza e alla gente comune che vuole venire a conoscerci". Alle start up, in particolare, saranno destinati 1.200 metri quadri.

Un nuovo management per crescere

"Stiamo crescendo, crescendo molto bene, guardando verso gli Usa e formeremo un team americano, ma manterremo radici solide a Torino. Ma pensiamo, strutturandoci, di dover rivedere anche la nostra governance che si insedierà a settembre. Francesco Profumo, presidente della Compagnia di San Paolo, ci sta aiutando molto, ma anche un astronauta come Paolo Nespoli ci è sempre stato di grande sostegno".

Previsto anche un pre aumento di capitale da circa 50 milioni, che sarà poi seguito da un aumento di capitale vero e proprio aprendosi alla Borsa.

"Quando dicevo di voler fare l'astronauta- dice Nespoli - mi dicevano frasi come 'studia, impegnati e vedrai', ma poi si giravano dall'altra parte prendendomi poco sul serio. E anche per David Avino è andata così. Forse è per quello siamo riusciti a fare quel che abbiamo fatto". 

La storia che si ripete, sulle orme di Olivetti

"È la storia che si ripete, dopo i primi calcolatori fatti da Olivetti aggiungendo una memoria alle calcolatrici a rullo e poi acquistati dalla NASA, oggi siamo di nuovo di fronte a una grande eccellenza del nostro Piemonte a livello internazionale", commenta il governatore del Piemonte, Alberto Cirio. "Qui ci sono tanti motivi per guardare al futuro con fiducia. L'aerospazio rappresenta un elemento importante della nostra regione e vogliamo continuare a sostenerlo".

"Il fatto che si sposti a San Mauro per rilanciare e recuperare un'area in disuso porta anche benefici a livello urbanistico, ridando vita a un fabbricato abbandonato e creando nuova occupazione".

Massimiliano Sciullo

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