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Attualità | 21 febbraio 2024, 16:52

Corso Belgio, il Comitato Salviamo gli Alberi: "Le motoseghe comunali scortate ancora una volta dalle forze dell'ordine"

L'accusa dei residenti dopo i 14 aceri abbattuti ieri: "Il Comune non attende l'udienza fissata a breve dal Giudice"

Corso Belgio, il Comitato Salviamo gli Alberi: "Le motoseghe comunali scortate ancora una volta dalle forze dell'ordine"

Per difendere il cambiamento climatico dai cittadini che cercano di contrastarlo, opponendosi ai tagli degli alberi a non immediato rischio caduta, Lo Russo pare essersi dotato di un Assessorato al Verde Militare, coadiuvato dal perfetto silenzio degli Assessori all’Ambiente e alla Salute.


Così ieri, martedì 20 febbraio, corso Belgio si è svegliato per la seconda volta invaso da un grande dispiegamento di uomini di tutti i corpi delle forze dell’ordine, in numero maggiore di due settimane fa, proporzionato all’aggravarsi della situazione agli occhi dell’Amministrazione. Nei giorni scorsi i ricorrenti hanno infatti osato troppo, depositando in Tribunale un'istanza di provvedimento cautelare per la sospensione degli abbattimenti, supportata dalla controperizia dell'agronomo e CTP Daniele Zanzi. Il Giudice ha fissato un'udienza tra pochi giorni, prima della quale il Comune ha facoltà di presentare una propria memoria.


Fino alla pronuncia del Giudice i lavori non sono formalmente sospesi, ma rispetto e correttezza verso i cittadini e il Tribunale avrebbero dovuto spingere il Comune ad attendere una pronuncia a suo favore da parte del Giudice per continuare gli abbattimenti. Ma non sia mai che la Giunta torinese più… disgiunta di tutte le precedenti dall’ecologia e dal sentire dei cittadini si fermi per un'udienza in Tribunale! Lunedì sera, a poche ore dalla notifica dell’istanza di provvedimento cautelare al Comune, sono comparsi divieti di sosta tra via Pallanza e il Lungo Po, e martedì mattina invece, furbescamente, si transenna e si bloccano gli isolati tra via Benevento e corso Tortona. Depistati i “dissidenti”, vai di motoseghe. Tocca vedere tortore terrorizzate e scoiattoli impazziti per la distruzione improvvisa della tana (si sarebbe dovuto chiamare l’Assessore alla Tutela degli Animali: peccato che sia sempre Tresso, l’Assessore al Verde Militare). Spruzzi di linfa dai rami tranciati mostrano che alcune delle piante che si abbattono erano ancora vitali, ma non importa: quattordici alberi che hanno elargito ombra, captato inquinanti e prodotto ossigeno per venti, trenta o quarant’anni vengono fatti a pezzi in meno di mezz’ora ciascuno, mentre altri subiscono potature di cui in diversi casi non si vede il senso (certamente non sono fatte nel senso dei Criteri Ambientali Minimi del DM 10 marzo 2020).


Grazie al monitoraggio popolare, anche ieri l'operazione comunale che ha sottratto al Giudice la possibilità di sospendere gli abbattimenti dopo l'udienza è stata documentata con fotografie e riprese: se per il progetto pilota di sostituzione delle alberate i tecnici avevano indicato corso Belgio anche perché periferico, il tentativo di portare a termine l’esperimento in un angolino tranquillo, monopolizzando la comunicazione e tacitando le reazioni dei cittadini non è riuscito; né quello di dipingerli come dissidenti privi di competenze.


Non ci dilunghiamo sull’impressione prodotta dall’incursione di ieri su tutti coloro la cui visione ecologica e non antropocentrica riconosce agli alberi la dignità di organismi che condividono anche con gli esseri umani il miracolo della vita e la sua sacralità… Ma i membri del Comitato non mancano di considerare anche altri aspetti, più terra terra, compreso quello meramente economico. Rimuovere anzitempo elementi del verde urbano ancora in grado di svolgere le loro funzioni ecosistemiche è uno spreco di denaro pubblicoLo stesso dicasi per il mancato impiego di fondi React per un vero progetto di forestazione (aggiunta di nuove piante a quelle esistenti), anziché per una finta riqualificazione.


La militarizzazione di corso Belgio è un altro insensato sperpero di soldi pubblici. Aveva già suscitato sconcerto il primo, assurdo spiegamento di Forze dell’Ordine all’alba del 6 febbraio, per transennare un isolato ed eseguire tre abbattimenti. Stavolta si è preso a ridicolo pretesto il disturbo arrecato dall’orchestrina “Pentole informate dei fatti” (una decina di cittadini che lunedì 12 febbraio hanno improvvisato un cacerolazo per richiamare gli abitanti del corso a monitorare i lavori di abbattimento e potatura) per dirottare nuovamente su corso Belgio, e per un’intera giornata lavorativa, decine di uomini delle FF.OO., come se non avessero in città tutt’altri compiti, necessari e urgenti.


Il sindaco Lo Russo, che ha tuonato dai giornali contro i disturbatori, minacciando denunce e finendo per ricorrere a una manifestazione di forza, non sembra aver tratto molto frutto dai corsi di comunicazione della Fondazione Bloomberg, che mirano a incrementare l’appeal di amministratori un po’ surgelati, trasformandoli in leader carismatici e persuasivi. Lo Russo è orgoglioso di essere stato scelto come studente: dati i risultati, speriamo che i corsi li abbia pagati di tasca sua, oppure che la Fondazione Bloomberg, che vuole plasmare i sindaci di tutto il mondo secondo standard americani, gli abbia impartito i suoi seminari gratis. Altrimenti alla lista degli scialacqui di quest’Amministrazione a carico della collettività andrà aggiunto anche questo.

comunicato stampa

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