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Nichelino-Stupinigi-Vinovo | 10 maggio 2024, 12:12

Ieri sera a Nichelino, stamattina al Salone del libro: Pippo Inzaghi non dribbla l'entusiasmo dei tifosi

L'ex attaccante di Juve e Milan, oggi allenatore, ha ripercorso una carriera ricca di successi, con i punti più alti in rossonero e al Mondiale 2006. "Ai miei tempi non c'erano i social, la gioia più grande essere diventato padre"

Filippo Inzaghi al Salone del Libro di Torino

Prima a Nichelino e poi al Salone del libro, Inzaghi non dribbla l'entusiasmo dei tifosi

Da allenatore sta avendo più fortuna il fratello Simone, fresco di scudetto alla guida dell'Inter. In panchina Pippo Inzaghi non ha ancora ottenuto gli stessi successi che lo hanno caratterizzato da giocatore, ma l'amore dei tifosi, soprattutto quelli milanisti, ricordando le due Champions vinte in rossonero, non è ami venuto meno.

Pieno di entusiasmo al Superga di Nichelino

Se ne è avuta testimonianza ieri sera al teatro Superga di Nichelino, nella serata organizzata grazie al lavoro dell'assessore allo Sport Francesco Di Lorenzo e al locale Milan Club (a lui intitolato), prima del bis stamattina al Salone del libro. L'occasione è stata la presentazione del suo libro "Il momento giusto. La mia vita. Il calcio", scritto a quattro mani con G.B. Olivero de La Gazzetta dello Sport. Un modo per raccontare, oltre ai successi rossoneri, anche il titolo mondiale con gli azzurri nel 2006 e prima ancora gli anni ruggenti nella Juve.

L'appuntamento di Nichelino era inserito nel quadro delle iniziative organizzate nell'ambito di Salone Off, con Michele Pansini a fare da moderatore e un maestro di giornalismo e di vita come Darwin Pastorin a stuzzicarlo per raccontare aneddoti, storie e curiosità.

Pippo Inzaghi ha deciso di aprire il suo cuore e di raccontarsi senza pudore e senza sconti, con gli occhi dell’uomo che a cinquant’anni può guardarsi indietro e tracciare un primo bilancio. È un regalo che ha voluto fare alle persone che gli vogliono bene e che l’hanno sempre seguito con affetto. Oggi, durante l'incontro organizzato al Salone del Libro, ha sottolineato come il calcio di oggi sia molto diverso da quello che lui aveva conosciuto da ragazzo: "Non avevamo social e play station, eravamo obbligati ad andare nelle piazze dove ora scrivono che è vietato giocare a calcio. Ai miei figli cercherò di insegnare che fare sport mi ha aiutato".

Le emozioni del papà e i ricordi milanisti

Poi l'ex SuperPippo implacabile animale dell'area di rigore ha lasciato per un attimo il calcio per parlare della vita privata: "Sono diventato genitore tardi perché ero assorbito dal calcio e non trovavo la persona giusta. Ma i figli sono una gioia davvero incredibile: ti cambiano la vita, chi è padre lo sa bene".

Inzaghi ha fatto i complimenti a Fiorentina e Atalanta che hanno raggiunto le finali di Europa e Conference League: "Il calcio italiano sta tornando ad essere importante, un calcio dove devi andare forte oggi per emergere". Poi, sia ieri sera a Nichelino che stamattina al Lingotto, è tornato sulla finale di Champions del 2003 contro la Juve, decisa ai rigori: "Non era facile per me tirarlo, in quel momento Buffon parava tutto, mi hanno scelto come sesto rigorista, per fortuna non c'è stato bisogno di calciarlo...".

"A parte gli scherzi per noi andato bene, ma perdere una finale di Champions ai rigori è drammatico per chi esce sconfitto - ha concluso Inzaghi - Le due  Champions che ho vinto sono state la cosa più bella, poi il bus scoperto e la festa... ricordi fantastici".

Massimo De Marzi e Cinzia Gatti

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