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Eventi | 18 maggio 2024, 07:22

Il Polo Culturale Missionario compie un anno, tra accessibilità e impatto sociale: “In cammino verso i diritti di tutti”

Il centro è nato su iniziativa dell'Istituto Missioni Consolata

Presentazione pubblica in aula magna

Un anno di attività per il Polo Culturale Missionario

Accessibilità, cittadinanza responsabile e impatto sociale: sono queste le parole d'ordine del CAM – Cultures and Mission di Torino. Il Polo Culturale Missionario è nato su iniziativa dell'Istituto Missioni Consolata nell'aprile del 2023: a stretto giro di posta dal primo compleanno, i promotori del centro hanno fatto il punto della situazione sulle prime iniziative realizzate, sottolineando gli aspetti di accessibilità a persone con disabilità e non solo sviluppati grazie in fondi del Pnrr.

Un Polo Missionario accessibile

La presentazione è andata in scena ieri, Giornata Mondiale dell'Accessibilità Digitale: uno degli interventi più significativi, a proposito, ha riguardato la dotazione di una rete wi-fi in grado di coprire tutti gli spazi, con l'obiettivo di garantire una fruizione ottimale dell'applicazione smartphone del Polo, dove sono disponibili sia percorsi di visita in diverse lingue che percorsi adatti a persone cieche, ipovedenti e sorde.

A disposizione ci sono anche un sistema di animazione del percorso espositivo, una guida con contenuti realizzati con il font ad alta leggibilità EasyReading adatto a persone dislessiche, di materiali realizzati con simboli CAA Comunicazione Aumentative e Alternativa sviluppati con Fondazione Paideia, un percorso tattile in collaborazione con l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Torino e video interpretati in Lis grazie al supporto dell'Istituto dei Sordi di Torino; il personale del Centro, inoltre, ha partecipato a un apposito percorso di formazione.

Ma non finisce qui, perché il CAM facilita anche l'accessibilità economica, con la possibilità di visitare l'esposizione con ingresso a offerta libera, e l'accesso alle persone straniere, con contenuti tradotti in inglese, spagnolo e portoghese: “Questo luogo - ha sottolineato Gianni Treglia dei Missionari della Consolata – nasce dal desiderio di permettere a tutti di incontrarsi perché appassionati dalla conoscenza di luoghi e umanità lontane e per prendere posizione in favore dei diritti di tutti con la voglia di mettersi in cammino verso gli altri”.

Il sostegno delle istituzioni

Le istituzioni hanno voluto far sentire la propria vicinanza al CAM, focalizzandosi sulla storia sociale della città: “La vocazione missionaria di Torino - ha commentato la vicesindaca Michela Favaro, citando la proposta di 'ius scholae' – è uno degli elementi che la caratterizzano, insieme alla tradizione dei 'santi sociali'. A questo proposito, dobbiamo valorizzare l'importanza della giovane popolazione straniera riconoscendo il loro diritto di cittadinanza: questo è il futuro della nostra comunità”.

Sulla stessa lunghezza d'onda è stato anche il vice presidente del Comitato Regionale Diritti Umani e consigliere di Fondazione CRT Giampiero Leo: “Il Polo - ha aggiunto – deve ottenere massima convergenza e sostegno perché permette di superare i pregiudizi attraverso la conoscenza, la condivisione, la comunione e l'empatia basata su lealtà e amore”.

Dalla Curia, infine, hanno ribadito l'importanza di stare al passo con i tempi: “Questa luce - ha don Michele Roselli della Diocesi di Torino – sulla storia missionaria deve spingerci a continuare a cercare nuove vie e nuovi accessi, dando nuovi stimoli e nuovi spunti. In un tempo in cui la Chiesa è alla ricerca di nuovi modi di stare al mondo, questo esperimento è importante perché trasmette nuove formule al di là di quelle tradizionali”.

Marco Berton

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