Alla vigilia del Torino Pride, scoppia la polemica. L’Associazione radicale Adelaide Aglietta e l’organizzazione ebraica queer Keshet Italia hanno infatti annunciato che non parteciperanno alla sfilata arcobaleno in programma domani nel capoluogo piemontese. La motivazione?
"Non aderiamo - spiegano in maniera congiunta - al manifesto politico del Coordinamento Torino Pride perché è escludente".
"Come Associazione Aglietta - spiega il Coordinatore Lorenzo Cabulliese - non parteciperemo al Torino Pride: è la prima volta da 25 anni, da quando esistiamo. Non essere presenti a questa giornata di festa e lotta è pesante, ma il manifesto politico del Pride è insostenibile".
"Manifesto di partito di sinistra"
Già due anni fa si era aperto un solco tra la realtà politica con sede in via San Dalmazzo ed il coordinamento arcobaleno. All'epoca perché nel manifesto politico del Torino Pride si era scelto di non citare il Fuori!, l'associazione nata negli anni '70 per la lotta dei diritti omosessuali. "Lo abbiamo - ha proseguito Cabulliese - ritenuto irricevibile, così come il paragone tra Lgtb in Russia e Ucraina". L'accusa poi è che il manifesto del Torino Pride sembri quello di "un partito di sinistra".
"Ondata di antisemitismo"
Nel documento arcobaleno si parla anche del conflitto tra Israele e Palestina. Il messaggio contenuto all'interno però per l'Associazione "è preoccupante. Soprattutto gli israeliani non si sentono più al sicuro: il Torino Pride dovrebbe essere inclusivo, quando in realtà si sta trasformando in un evento sempre più escludente".
"La non partecipazione vuole essere un campanello allarme, anche per la forte preoccupante ondata di antisemitismo e antisionismo" ha concluso Cabulliese.
"Crescente clima d'odio"
L'organizzazione Keshet Italia a Torino ha così deciso di non partecipare a nessun pride sul territorio nazionale per timori di aggressioni dovute al clima d’odio sviluppatosi attorno alla loro partecipazione, "clima che si continua a respirare anche in virtù anche di preoccupanti posizioni e narrazioni di molte organizzazioni queer e di Pride locali".
"Il documento - ha osservato Ruben Piperno, board member Keshet Italia - è escludente: abbiamo deciso di fare un passo indietro per il crescente clima di antisemitismo visto tutto l'anno, a partire dalle manifestazioni di Non una di meno".
"Sperando possa essere nuovo inzio, perché il Pride del prossimo anno possa essere veramente inclusivo" ha concluso.