Fumi, polveri, odori e rumori: una situazione divenuta insostenibile per i residenti di via Sansovino 275, a ridosso di via Druento, nel quartiere Barriera Lanzo. Secondo le testimonianze dei cittadini, i disagi sarebbero causati dall’attività della Eco Green, società specializzata nello smaltimento di macerie e rifiuti.
Il caso, arrivato in Sala Rossa a febbraio tramite un’interpellanza del capogruppo di Fratelli d’Italia Enzo Liardo, è passato dopo un mese all’esame della Commissione Ambiente. Al tavolo, a cui ha preso parte l’assessora Chiara Foglietta, hanno partecipato anche alcuni residenti, secondo i quali l'azienda — insediatasi intorno al 2010 — avrebbe causato problemi sin dall'inizio. Effettivamente, la documentazione comunale riporta segnalazioni ufficiali a partire dal 2018.
Le misure messe in atto
Secondo quanto riferito dagli uffici comunali, negli anni l’azienda ha adottato diverse contromisure. Tra il 2024 e il 2025 sono state installate barriere fonoassorbenti e muri in cemento che hanno permesso di mitigare l'impatto acustico.
Per quanto riguarda le emissioni, i diversi sopralluoghi dell’Arpa — l’ultimo dei quali avvenuto il 18 febbraio scorso — hanno confermato il rispetto delle prescrizioni ambientali. Nel 2021 la società ha attivato un impianto a pioggia per l’abbattimento delle polveri; circa i miasmi di plastica e gomma bruciata, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale ha messo a verbale che tali odori si avvertono solamente in orario serale e provengono da aree distanti da via Druento, escludendo quindi la responsabilità diretta dell'azienda.
La protesta dei residenti
Nonostante le rassicurazioni tecniche, i cittadini non ci stanno e parlano di una "vittoria di carta". I residenti sostengono infatti che il sistema di bagnatura sia stato attivato solo di recente e che entri in funzione prevalentemente in concomitanza con il passaggio dei controllori.
"Viviamo in una zona degradata, in mezzo alle discariche", denunciano gli abitanti del quartiere. "Si parla tanto di periferie, ma questa zona è abbandonata a se stessa".
Chiesti ulteriori controllo
La richiesta ora è quella di ottenere verifiche più stringenti. Durante il confronto in Commissione è emersa l’ipotesi di avviare un monitoraggio prolungato nel tempo, così da valutare il fenomeno in modo continuativo anziché basarsi su analisi spot.
L’assessora Foglietta, pur ribadendo che la responsabilità dei sopralluoghi spetta ai tecnici dell'Arpa (ente di emanazione regionale) e difendendo la correttezza formale dell'iter, si è detta pronta a facilitare un incontro diretto tra i cittadini e l'Agenzia per mappare con precisione i disagi segnalati.














