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Attualità | 31 ottobre 2026, 10:53

Dalla gestione del Parco Montano alle nuove feste a Rorà: dopo 50 anni Sergio Rivoira lascerà la Pro loco

A inizio dicembre verrà rinnovato il direttivo, ma Rivoira non intende proseguire con il suo mandato

Dalla gestione del Parco Montano alle nuove feste a Rorà: dopo 50 anni Sergio Rivoira lascerà la Pro loco

È stato fondatore nel 1976 della Pro loco di Rorà e non l’ha mai lasciata sinora. Sergio Rivoira, 73 anni, pensionato, che abbandonerà il gruppo e il suo incarico di presidente alle elezioni per il rinnovo del direttivo di inizio dicembre, ricorda con emozione i passi più importanti compiuti.

Dai picnic improvvisati a un luogo simbolo

A metà degli anni ’70 molte persone arrivavano a Rorà d’estate e si facevano molti picnic lungo le strade, nelle piazzole e nei prati. “Tutti si fermavano dove credevano più opportuno, allora con alcuni compaesani abbiamo pensato di indirizzarli verso un luogo più specifico”. Quello spazio che ora è il Parco Montano e che ha cominciato subito a essere gestito dalla nascente associazione. 

Il primo presidente è stato Silvio Tourn, che ha mantenuto la carica per dieci anni. Subito dopo, dal 1986 la carica è passata a Rivoira ed è sempre rimasta a lui, a parte la parentesi tra il 2007 e il 2010 con a capo sua figlia Chiara.

“Lì sono stati costruiti dei tavoli e nel tempo muretti per fare la carne alla brace con griglie e bidoni per l’immondizia. Sempre lì c’è la nostra sede estiva, una struttura che ci aveva fatto costruire il Comune con il sindaco Giorgio Odetto – prosegue –. In un primo tempo eravamo nel parco con la baracca, poi siamo stati spostati al campeggio e infine l’Amministrazione negli anni ’80 ci ha creato quella struttura. Le nostre risorse dei primi 10-15 anni le abbiamo messe lì, per fare pavimenti, serramenti, luce, acqua e la grande tettoia davanti che può ospitare ancora oggi fino a 100 persone”.

Il boom delle feste

Un grande impegno è stato rivolto all’introduzione di nuove manifestazioni nel paese, come il Raduno dei Trattori e la ‘Cammina che si mangia’. “Per noi erano tutte novità: ogni volta in cui sentivamo in giro di queste proposte abbiamo provato a portarle anche a Rorà. Per noi è sempre stato un successo, magari il primo anno eravamo un po’ titubanti ma poi siamo andati avanti bene in tutto. Ne abbiamo introdotte tante di manifestazioni, forse fin troppe!”, ammette scherzando.

Tra feste, gite sociali, costinate, castagnate, partite a bocce, le idee sono venute dal territorio, dai soci Pro loco e dalla popolazione: “La Festa dei Giari è partita anni fa da un socio che ha proposto di portare qualcosa nella frazione Fucine e ora è gestita in collaborazione con un gruppo locale di persone che sono venute ad abitare in borgata, per la maggior parte giovani, ‘Il Gran Ducato’.” Nella stessa frazione, circa 7 anni fa, sono stati realizzati i giardinetti, con l’inserimento delle panchine e dei giochi per bambini.

La collaborazione

Il direttivo della Pro loco non ha mai lavorato da solo, contando anche sull’aiuto dei giovani. “Non abbiamo mai avuto momenti difficili. Nel direttivo siamo sempre stati circa 10 persone, ovviamente con cambi di membri in questi 50 anni anche per questioni anagrafiche. Sono sempre stati coinvolti i giovani, anche se al giorno d’oggi non è facile trovarne. C’è sempre stato un gruppo a sostegno della nostra associazione, persone che per qualunque tipo di evento si sono rese disponibili a dare una mano. È una collaborazione diffusa”.

Una collaborazione che si estende oltre i confini del paese: “C’è sempre stato aiuto reciproco con le altre associazioni e Pro loco del territorio, anche grazie al Consorzio”.

Fiducioso che questi legami continueranno a rimanere saldi con chi prenderà la guida dell’associazione dopo di lui, Rivoira rimarrà comunque disponibile per un ruolo di supporto e condivisione della propria esperienza cinquantenaria.

Sabina Comba

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