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Attualità | 26 ottobre 2017, 10:00

Provvedimento antismog, Scarlatelli: "Bloccare le Euro 5 vuol dire fermare il lavoro di molti artigiani e commercianti"

Il presidente del Cna Torino dice la sua sul fermo dei diesel: "Serve una programmazione con tempi certi. Qui invece si è deciso da un giorno all'altro. E le ore di lavoro perse non si possono più recuperare"

Provvedimento antismog, Scarlatelli: "Bloccare le Euro 5 vuol dire fermare il lavoro di molti artigiani e commercianti"

Alla fine il provvedimento antismog del sindaco è durato il tempo di un weekend. Tanto che domenica sera la Appendino ha annunciato la sospensione del blocco delle auto diesel Euro5. Ma in futuro un provvedimento analogo potrebbe tornare. Anche perché il sindaco ha dato come prima giustificazione della limitazione del traffico "la salute dei cittadini".

C'è però chi il blocco non l'ha proprio digerito. Sono quei piccoli artigiani e commercianti che con l'auto ci lavorano, trasportano merci e materie prime, spostano gli attrezzi del mestiere. Nella Città metropolitana di Torino sono circa 130mila: 65mila imprese artigiane e 68mila commercianti. Molti di loro hanno investito su veicoli diesel, pensando di poterli usare per 200-250mila km. E che invece ora, in caso di blocco, sarebbero costretti a lasciarli in garage dopo solo due/tre anni di attività.

"Non si possono cambiare le automobili ogni due anni e gli Euro5 sono veicoli del 2015 - spiega Nicola Scarlatelli, presidente del Cna Torino -. Il nostro mondo è fatto di piccoli artigiani e commercianti, che pianificano le loro attività settimanalmente. Non possono interrompere il loro lavoro così, all'improvviso. Pensate all'idraulico che deve andare a casa di una signora con i tubi rotti e la avverte che non potrà più andare ad aggiustarglieli perché non può muoversi con l'auto. Il danno si crea sia ai cittadini che perdono un servizio, sia e soprattutto alle piccole aziende e agli artigiani che perdono la possibilità di lavorare. E non si pensi che quel lavoro sia recuperabile in un altro momento, dopo, a fine blocco. Il tempo perso è perso per sempre, non si potrà recuperare perché quello stesso lavoro toglierà tempo ai possibili nuovi lavori".

"La situazione dell'inquinamento atmosferico non si è creata di oggi - continua Scarlatelli - e non si risolve con questo tipo di provvedimento. Bisogna pianificare soluzioni a lungo termine, un qualcosa che renda di nuovo vivibile la nostra città e la nostra vita, ma a pagare un prezzo così alto non può essere chi lavora quotidianamente. Dalla politica ci aspettiamo una pianificazione nel tempo, con tempi precisi e azioni da intraprendere. Dobbiamo sapere ufficialmente, per esempio, che i diesel andranno via via eliminati, ma con tempistiche precise: dall'anno 2020 stop agli Euro3, dal 2022 agli Euro4, dal 2025 agli Euro5. In questo modo si saprebbe prima e i lavoratori potrebbero organizzarsi di conseguenza. Invece non si può avvertirli all'ultimo, anche perché un veicolo costa ed è spesso un investimento importante per una piccola azienda artigiana. La soluzione è programmare oggi i prossimi anni, senza aspettare. E soprattutto, poi, non rimettere in discussione un piano dopo che è stato definito".

Daniele Angi

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