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torinoggi.it | 26 giugno 2019, 17:50

Inaugurata la San Salvario House: una casa per ragazzi italiani e stranieri nel cuore della movida

Il progetto di housing sociale, finanziato dalla Compagnia di San Paolo, mira a garantire una sistemazione abitativa e a far integrare i giovani stranieri

Inaugurata la San Salvario House: una casa per ragazzi italiani e stranieri nel cuore della movida

Una nuova casa per ragazzi, a due passi dal cuore della movida torinese: largo Saluzzo, il centro di San Salvario. E’ stata inaugurata oggi la San Salvario House, uno spazio di housing sociale in grado di accogliere 14 giovani italiani e stranieri. Il progetto ha come obiettivo quello di avviare un percorso di accoglienza per i giovani, facendo loro muovere i primi passi verso l’autonomia abitativa e lavorativa.

La San Salvario House è stata finanziata dalla Compagnia di Sanpaolo, che ha voluto investire 185.000 euro nel progetto. La struttura si trova in via Saluzzo 25 bis, vicino alla chiesa ed è stata pensata su più piani: all’interno, oltre alle stanze, vi sono spazi comuni come un salottino, un terrazzo, una zona studi, la lavanderia e, ovviamente la cucina. I ragazzi che vivranno all’interno della San Salvario House potranno farlo per un massimo di 18 mesi: il concetto della temporaneità è alla base dell’housing sociale.

Per entrare nella residenza bisognerà passare da alcuni step come il colloquio con il parroco, la sottoscrizione di un modulo e infine la sottoscrizione di un patto di convivenza con alcune regole da seguire. I giovani, oltre che a dormire e a prendersi cura della casa come fosse la loro, svolgeranno anche attività di volontariato per dare al territorio tanto quanto ricevuto dal territorio stesso.  Con loro, oltre al parroco, vi sarà un educatore professionale e un fratello maggiore, per coordinare i loro lavori e quelli dei volontari.

Entusiasta del progetto Sonia Schellino, assessore al Welfare del Comune di Torino: “Nell’housing sociale impari a crescer e condividere, perché non ci sono spazi di Serie A”. L’arcivescovo Cesare Nosiglia, che questa mattina ha consegnato ai giovani le chiavi della struttura, ha spiegato come ritenga positivo che un simile progetto sia stato realizzato proprio a San Salvario, quartiere multietnico, multiculturale e multireligioso: “Questa scelta si immerge alla perfezione nel tessuto sociale di questo territorio”. Poi l’appello ai giovani abitanti della San Salvario House: “Prendetevi cura di questa casa come se fosse la vostra, perché sarà davvero la vostra, la nostra e la casa di tutti quelli che ne avranno bisogno”. 

Ecco perché, accolti dalle parole di Nosiglia e di Don Mauro Mergola, parroco di Santi Pietro e Paolo Apostoli, Stefano, Dame, Ousman e Mansour, si sono sciolti in un sincero sorriso: la San Salvario House, infatti, non è la loro meta finale, ma l’inizio di un percorso che li porterà a inserirsi a tutti gli effetti nella società torinese.

Andrea Parisotto

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