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Politica | 15 settembre 2019, 20:53

Zingaretti alla Festa dell’Unità di Torino: “Senza il Pd Salvini sarebbe premier, l’odio andava fermato”

Dal leader della Lega a Renzi, passando per il poco spazio nel Governo del Pd piemontese: il segretario dem a 360 gradi

Zingaretti alla Festa dell’Unità di Torino: “Senza il Pd Salvini sarebbe premier, l’odio andava fermato”

È un fiume in piena Nicola Zingaretti. Davanti a una grande cornice di pubblico, il segretario del Partito Democratico ha chiuso la Festa dell’Unità torinese, attaccando Matteo Salvini, spiegando le ragioni della nascita del Governo con gli “ex rivali” dei 5 Stelle e lanciato un appello all’Unità a Matteo Renzi.

Il segretario dem ha chiarito le ragioni che hanno portato alla nascita del Governo giallorosso: “Salvini poteva essere il presidente del Consiglio. Non lo è grazie al Partito Democratico. La politica dell’odio stava distruggendo l’Italia è andava fermata”. Zingaretti ha poi difeso a spada tratta il processo di formazione del nuovo Governo, rispedendo al mittente le accuse di illegittimità provenienti da Pontida: “È un Governo parlamentare, l’anomalia sarebbe stata interrompere la legislatura senza trovare una nuova maggioranza”.

Consapevole della strana alleanza con il mondo politico pentastellato, Zingaretti ha  ribadito come il Partito Democratico all’interno del Governo terrà “la schiena dritta”. “Non chiuderemo gli occhi di fronte ai problemi dei cittadini che si arrabbiano, ma invece di cavalcare la rabbia cercheremo di dare soluzione ai problemi” è la promessa del segretario del Partito Democratico, che ha posto come primo obiettivo del nuovo esecutivo quello di rilanciare il mondo del lavoro fiaccato dalla crisi economica.

Dal palco, Zingaretti ha trovato il tempo per lanciare un appello all’unità delle forze democratiche a Matteo Renzi: “Un Pd unito serve a garantire la stabilità del paese”. “Vediamo se se ne andrà, cosa accadrà. Dividersi ora sarebbe un errore che l’Italia non capirebbe” ha ammesso il segretario dem che ha comunque parlato della scissione come un’ipotesi concreta.

In chiusura Zingaretti ha poi parlato delle dinamiche locali, sia per quanto riguarda i rapporti con i 5 Stelle che per la poca rappresentanza del Partito Democratico piemontese nel Governo giallorosso. “Parliamo dei processi politici futuri, non parliamo del rapporto con la Giunta torinese o romana. La cosa più importante è avere delle idee nostre, la nostra identità. Ma dobbiamo avere apertura mentale sulle idee corrette degli altri”, è la posizione del segretario.

Circa la rappresentanza piemontese nel Governo Zingaretti ha sollecitato i militanti a “ritrovare l’orgoglio di gioire perché ha vinto il Partito Democratico messo insieme. Ci sono state delle mancanze - ha ammesso il dem - chiedo ufficialmente scusa e farò di tutto per rimediare. C’è un’idea di soddisfazione solo se “io nella mia condizione sono rappresentato”. È sbagliato. Si può essere rappresentati anche con un “noi”.

Parole accolte da un applauso del pubblico e dai tanti politici territoriali presenti alla Festa dell’Unità.

 

Andrea Parisotto

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