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Cronaca | 07 novembre 2019, 17:12

Alleanza Italia-Cina per la sicurezza: tornano i pattugliamenti congiunti. Per la prima volta anche a Torino

Per il quarto anno di rinnova la collaborazione tra forze di Polizia, che dopo Roma e Milano toccano anche la città della Mole e Padova

Alleanza Italia-Cina per la sicurezza: tornano i pattugliamenti congiunti. Per la prima volta anche a Torino

Pattugliamenti congiunti tra agenti di Polizia italiani e forze di polizia cinesi per la durata di tre settimane e iniziati proprio ieri. Torna per il quadro anno la collaborazione tra l'Italia e il grande Paese dell'Est, sul fronte della sicurezza, ma per la prima volta tocca anche Torino, che va ad aggiungersi insieme a Padova a Milano e Roma.

"È un riconoscimento importante per la comunità cinese presente a Torino, pari a circa 10mila persone, che salgono a 12mila in tutta la provincia, la seconda per numerosità dopo il Marocco - commenta il questore vicario, Carmine Grassi - Molto laboriosa e con grande incidenza nel settore economico, sia come imprenditori che come lavoratori (circa 4000, soprattutto commercio e ristorazione, ma anche industria e un tasso di disoccupazione intorno al 4%), oltre a una grande presenza famigliare, tanto che la percentuale di uomini e donne è quasi pari. Tantissimi e in aumento i minori, circa il 25% della comunità cinese, come dimostrano anche i numeri delle iscrizioni nelle scuole e dunque passaggio verso una immigrazione imminente".

Dunque al via, anche nelle strade della città della Mole, pattugliamenti misti. Negli orari diurni e soprattutto nelle aree del centro, quelle a maggior incidenza di turisti, con le vie commerciali più rilevanti. Via Roma, via Lagrange, via Garibaldi e così via: due agenti italiani e due cinesi per ogni pattuglia, a piedi e con gli agenti cinesi che non saranno armati.

In passato l'esperienza ha portato questa esperienza anche megalopoli cinesi come Shangai, Pechino, Chongqing e Guangzhou. L'Italia è l'unico Paese a dare corpo a un progetto di questo genere, mentre tra i Paesi ospitanti ci sono anche Serbia e Croazia. "Siamo contenti e orgoglioso di avere questa opportunità di lavorare con i colleghi italiani e di poter dare servizio ai nostri concittadini che vivono qui", commentano i rappresentanti cinesi delle forze dell'ordine.

"È un a comunità assolutamente sana, che non dà particolari problemi dal punto di vista dell'ordine pubblico e della sicurezza", aggiunge Grassi. "Il contributo sarà finalizzato soprattutto alla capacità di rapportarsi con i cittadini cinesi per normali situazioni di servizio pubblico".

Massimiliano Sciullo

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