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Cronaca | 08 novembre 2019, 18:55

"Giovannino", procedimento disciplinare nei cronfronti di Silvio Viale per violazione della “tutela della riservatezza”

Il medico (ed esponente dei Radicali) si difende: "Ribadisco tutto quello che ho detto e scritto, non ho danneggiato l'azienda in alcun modo". I Radicali lo difendono, Marrone (FdI) lo attacca

"Giovannino", procedimento disciplinare nei cronfronti di Silvio Viale per violazione della “tutela della riservatezza”

Sulla vicenda di Giovannino, il bimbo malato abbandonato al Sant'Anna, nasce la polemica politica a seguito delle dichiarazioni e dei post di Silvio Viale, medico ma anche esponente dei Radicali, cui è stato notificato nel pomeriggio l’avvio di un procedimento disciplinare.

"E’ una cosa seria, pretestuosa, ma seria", ha scritto su Facebook. "Ovviamente dovrò aspettare di sapere quali saranno le contestazioni specifiche, ma è chiaro che non sono stato io a rendere publica una vicenda che vede coinvolto un bimbo inconsapevole di pochi mesi, tutelato da un nome di fantasia, è una coppia anonima, tutelata dal segreto professionale e giuridico. Oltre a tutti gli operatori, assistenti sociali, medici e personale che in questi mesi hanno cercato di trovare una soluzione".

"Di fronte all’esplodere di commenti ingiusti, fuorvianti e colpevolizzanti verso i genitori, ho ritenuto fosse un dovere deontologico e umano intervenire sulle implicazioni di casi di questa gravità, anche in relazione al mio impegno politico nel campo dei diritti civili", ha proseguito Viale nel suo lunghissimo post. "In particolare mi è sembrato doveroso correggere la fuga di notizie, che si trattasse di una fecondazione eterologa. Una circostanza falsa che veniva utilizzata per mettere ancora di più alla gogna i genitori e per articoli astiosi verso la fecondazione eterologa. Come è noto io auspico che possa essere offerta anche in Piemonte e nella nostra azienda".

"In attesa degli sviluppi io confermo parola per parola il senso complessivo dei miei post, in cui non vi è alcuna violazione della “tutela della riservatezza” e vi è un profondo “rispetto delle persone coinvolte e delle situazioni di sofferenza”. L’immagine dell’Azienda, qualunque essa sia per questa vicenda, non è stata da me danneggiata in alcun modo".

"Per fortuna siamo in uno Stato di Diritto, non in Turchia, ed essere dipendente non cancella i diritti civili. Io sono intervenuto a seguito di una notizia diventata pubblica con tutto il suo carico polemico politico e sanitario. L’ho fatto come se si trattasse di una fuga di notizie della Mangiagalli. Ho mantenuto, come sempre, distinto il medico dal politico", ha concluso Viale, aggiungendo un "grazie sincero a tutti coloro che mi stanno esprimendo vicinanza".

Questa, in difesa di Viale, la dichiarazione di Igor Boni, Presidente dei Radicali Italiani: "L'apertura del procedimento disciplinare da parte dell'Azienda ospedaliera nei confronti del dottor Silvio Viale è totalmente strumentale e ha come obiettivo evidente di nascondere responsabilità interne. Viale da medico e da esponente politico ha commentato una vicenda che altri, sbagliando, hanno portato agli onori delle cronache. Esprimo a lui la mia solidarietà e vicinanza per aver avuto il coraggio di dire parole di ragionevolezza e di verità contro ipocrisie e disinformazione".

Di tenore completamente opposto, invece, il commento di Maurizio Marrone, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale: "Un plauso al Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Sant’Anna, che ha condiviso il mio appello avviando un procedimento disciplinare per  non conformità del comportamento al regolamento e al codice etico nei confronti del ginecologo ed esponente radicale Silvio Viale, per aver auspicato pubblicamente sui social la morte del piccolo Giovannino”.

“È un segnale importante perché rimarca che, con noi al governo della Regione, la sanità piemontese tifa per la vita e la speranza, senza che nessun militante radicale in camice bianco possa arrogarsi la presunzione di decidere quale vita merita di essere vissuta e quale no”, ha concluso Marrone.

Massimo De Marzi

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