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Scuola e formazione | 15 febbraio 2020, 07:05

Mense a Torino, il Consiglio di Stato dà ragione al Tar: da rifare il bando per il lotto 1

La ditta Dussmann aveva presentato ricorso contro l’aggiudicazione del lotto 1. Il servizio in ogni caso non subirà interruzioni. In aumento gli iscritti alla refezione scolastica: in tre mesi 800 iscritti in più

Mense a Torino, il Consiglio di Stato dà ragione al Tar: da rifare il bando per il lotto 1

La questione mense scolastiche torinesi torna di stretta attualità a Palazzo Civico. E’ arrivata la sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso presentato dal Comune di Torino contro il verdetto del Tar che, negli scorsi mesi, si era espresso circa l’assegnazione del bando per la ristorazione scolastica.

Ma facciamo un passo indietro, tornando al bando 2018, valido per il triennio fino al 2021: la ditta Cast, dopo esser stata tagliata fuori, aveva presentato ricorso contro il Comune per i lotti compresi tra il 2 e il 6, una procedura giudicata dal Tar inammissibile. La ditta Dussmann, invece, aveva presentato ricorso per il lotto 1, trovando in questo caso il parere favorevole del Tribunale Amministrativo Regionale, che obbligava Palazzo Civico a rifare il bando di gara per quanto riguarda questo lotto. Il Consiglio di Stato, di fatto, ha confermato la decisione presa dal Tar.

Ecco perché, a seguito delle due pronunce differenti sullo stesso bando, Palazzo Civico si trova davanti a molteplici opzioni: da una parte quella di rifare la gara per il lotto 1, come indicato dal Consiglio di Stato. Dall’altra, visto che il ricorso della Camst è stato giudicato inammissibile solo per vizi procedurali e non per merito, rifare totalmente il bando, prevenendo le potenziali critiche degli utenti che potrebbero lamentare una disparità di servizio in caso di due bandi differenti. In questo caso il Comune potrebbe annullare i lotti in autotutela, ma il rischio di ricorsi successivi è elevato.

Una gara, in ogni caso, va fatta in tempi brevi per non incorrere in sanzioni. La speranza dell’assessorato all’Istruzione è di riuscire a far tutto entro settembre, al più tardi entro gennaio, con una proroga fino a fine anno che consenta di arrivare sino alla nuova aggiudicazione. La partita si gioca sull’interesse del pubblico e su quello del privato, ma la volontà di Palazzo Civico è quella di attivarsi immediatamente per l’adempimento. Nonostante le difficoltà giuridiche e amministrative, non vi stanno interruzioni del servizio e la qualità dello stesso non peggiorerà. Questo almeno è quello che emerge dal Comune.

Intanto sono in aumento gli iscritti alle mense torinesi: negli ultimi tre mesi, dal 31 ottobre 2019 al 31 gennaio 2020, sono 800 in più gli iscritti alla refezione scolastica. Un segnale evidente di come molti genitori abbiano deciso di abbandonare la pista "panino" per dare ai propri figli il pasto a scuola. Di certo, per gli uffici di Palazzo Civico si prospetta un prospetta un periodo piuttosto intenso a causa della questione mense: non si è ancora scelto come procedere, ma la risposta dovrà essere veloce e repentina.

Andrea Parisotto

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