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Attualità | 11 dicembre 2017, 13:57

Slot in Piemonte, Astro annuncia: "Non parteciperemo alla manifestazione di Torino"

L'associazione chiede una soluzione politica

Slot in Piemonte, Astro annuncia: "Non parteciperemo alla manifestazione di Torino"

L’associazione Astro “non parteciperà alla manifestazione di Torino annunciata per domani 12 dicembre, per protestare contro la legge regionale”, che impone un distanziometro dai luoghi sensibili per l’installazione e l’accensione delle slot.

L’associazione ricorda che già lo scorso 3 aprile aveva illustrato in un incontro aperto a media e politici “gli effetti espulsivi ed abolizionisti, unitamente alle ripercussioni occupazionali” della legge, fornendo “i dati e le perizie comprovanti l’erroneità della normativa”.  A partire da quell’incontro “grazie all’impegno dei consiglieri piemontesi e dello staff associativo, tutte le istituzioni regionali del Piemonte sono state costantemente sensibilizzate sugli impatti nocivi della normativa adottata in tema di gioco lecito”.

La Regione, anche dopo l’intesa tra Stato ed Enti locali raggiunta in Conferenza Unificata, non ha sospeso “l’espulsione del gioco lecito dal territorio, in attesa dei decreti ad essa attuativi”, così Astro a supporto degli operatori ha avviato “un’articolata serie di iniziative associative e legali, volte a sensibilizzare Sindaci e Prefetti sull’assenza di mappatura dei luoghi sensibili e sulle necessarie cautele giuridiche che ogni atto sanzionatorio avrebbe richiesto, attivando altresì avvocati per l’assistenza delle aziende”.

Ai 1.206 Comuni della Regione è stata inoltrata una “diffida a procedere con iniziative sanzionatorie sommarie, all’Esecutivo Regionale è stata notificata un’istanza di auto-tutela per la sospensione degli effetti espulsivi della normativa, cui ha fatto seguito un esposto ai Prefetti per porli a conoscenza delle ripercussioni derivanti dalla scomparsa dell’offerta lecito di gioco e di migliaia di posti di lavoro”.

Una attività che ha indotto decine di Sindaci a prendere atto “delle criticità attuative della normativa”, mentre “diversi consiglieri regionali hanno recepito queste perplessità e la prossima riunione della Conferenza Unificata del 15 dicembre sarà deputata proprio a verificare se esiste un punto di mediazione politica tra l’interesse dello Stato a conservare il controllo e la gestione del gioco legale e le esigenza di salvaguardia socio-sanitarie dei cittadini”.

Il gioco lecito, ribadisce ancora Astro, “è nato in virtù di una precisa scelta Legislativa del Parlamento di togliere dal sommerso le pratiche a cui già accedevano 30 milioni di Italiani, cui è seguito un incessante processo di normativa regolamentare per l’allestimento del circuito di imprese deputate a realizzare l’obiettivo pubblico prefissato”.

“La scelta di tornare al sommerso, perché è questo l’effetto della mancata risoluzione delle questioni locali oggi in essere, non potrà quindi che essere di natura politica e non potrà che attivare un processo di de-industrializzazione” che comporterà ricadute occupazionali, erariali e contrattuali a cui ancora la politica dovrà trovare soluzione.

c.s.

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