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Attualità | 25 settembre 2018, 09:55

A Torino la lotta allo spreco alimentare si impara con il suono della campanella

Oltre il 50% delle scuole elementari del Piemonte partecipano al progetto del Rotary per imparare a non buttare via il cibo (per insegnarlo anche a mamma e papà)

A Torino la lotta allo spreco alimentare si impara con il suono della campanella

Dedicato ai ragazzi della quarta e quinta elementare in tutto il Piemonte, con un buon 50% di adesioni tra tutti gli istituti, parte da Torino il progetto del Rotary Piemonte e Valle d'Aosta per combattere lo spreco alimentare.

Un'iniziativa cui hanno aderito altri 8 distretti in Italia è che comincia in questi giorni, con il gran finale fissato al 10 maggio quando saranno premiate le tre classi autrici dei migliori lavori (in palio, una gita al FICO di Bologna) tra fotografia, filmato e slogan. Protagonisti, però, saranno anche i ragazzi delle scuole superiori del Piemonte che - in alternanza scuola lavoro - andranno nelle classi a raccontare gli elementi fondamentali per combattere lo spreco di cibo.

"Non sprecare è un insegnamento per i ragazzi, ma anche per i loro genitori - spiega Antonietta Fenoglio, governatrice del distretto 2031 - e questo porta anche ad avere rispetto dell'ambiente e del mondo in cui viviamo".

I dati, d'altra parte, sono preoccupanti. E non è un caso che questa iniziativa prenda corpo proprio nei giorni di Terra Madre Salone del Gusto 2018. Ogni anno si stima uno spreco di un terzo del cibo che invece sarebbe utile. Un miliardo e trecento milioni di tonnellate che potrebbero sfamare 3 miliardi di persone. Solo in Europa, ogni anno finiscono nella spazzatura 90 milioni di tonnellate di cibo, circa 179 chili a persona. In Italia la cifra è di 10 milioni di tonnellate, pari a 11 miliardi di euro: 450 euro a famiglia. E non si tratta solo di statistica, visto che il 50% dello spreco alimentare avviene tra le mura domestiche.

"Abbiamo sostenuto con grande attenzione il progetto - spiega Gianna Pentenero, assessore regionale all'istruzione - perché aiutare a modificare e rendere più consapevole i consumi dei ragazzi e quindi delle loro famiglie è una missione importante e strategica per il futuro". "Il fatto che in alcune zone manchi il cibo, ma poi se ne sprechi, dimostra che c'è qualcosa che non va - prosegue Pentenero - e non pensiamo che chi ha difficoltà sia così distante da noi, anzi".

La scadenza per le adesioni delle scuole era fissata al 20 settembre, ma c'è spazio ancora per qualche interessamento dell'ultimo minuto.

Massimiliano Sciullo

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