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Cultura e spettacoli | 02 giugno 2019, 07:20

"Da Mozart a Piazzolla", l'abbraccio musicale di Torino a Kabul e Camerino

Presentata la quinta tappa del progetto "Da Kabul a Camerino - In viaggio con Rita Cucè", che vede la pianista classica duettare con altri grandi musicisti per la ricostruzione del liceo musicale della cittadina marchigiana

"Da Mozart a Piazzolla", l'abbraccio musicale di Torino a Kabul e Camerino

Un abbraccio musicale lungo "Da Kabul a Camerino...": l'omonimo progetto sbarca a Torino con un appuntamento da non perdere per tutti gli appassionati della classica: la pianista Rita Cucè, in duetto con altri grandi musicisti come il violinista Alessandro Quarta e il Quartetto d'Archi del Teatro Regio, suonerà musiche di due grandi maestri come Wolfgang Amadeus Mozart e Astor Piazzolla.

Un incontro di note che andrà in scena giovedì 6 giugno (ore 20.30) al teatro Piccolo Regio Puccini; l'evento sarà benefico perché contribuirà a raccogliere fondi per la ricostruzione dell'Istituto Musicale "Nelio Biondi" della cittadina marchigiana, andato completamente distrutto durante il terremoto del 2016.

"Da Kabul a Camerino - In viaggio con Rita Cucè" parte da lontano, proprio nella capitane afghana ed esattamente nel 2005 , quando la stessa pianista contribuì a fondare e a dirigere il programma "Afghanistan back to the music": "Si tratta - spiega Marco Braghero dell'associazione Peacewaves International Networks - della prima scuola musicale locale ad ammettere le donne: Rita è stata la prima direttrice artistica ed è grazie a lei se siamo riusciti a formare musicisti in grado di portare avanti la struttura in modo totalmente autonomo".

Attualmente il programma vede coinvolti 100 studenti (60 uomini e 40 donne) con 23 insegnanti (18 uomini e 5 donne), 14 aule e una sala concerti da 80 posti.

Il progetto ha ricevuto il sostegno di Fondazione CRT, rappresentata da Giampiero Leo: "Secondo un'indagine - sottolinea - la cultura non è percepita dai cittadini italiani come un'emergenza: i tagli ci sono stati ma, nonostante questo dato oggettivo, pochi di noi si sono ribellati. Progetti come questo ci indicano la strada da seguire". Una strada che sarà percorsa anche dal violinista Marco Polidori del Quartetto d'Archi del Teatro Regio: "Sono contentissimo - ammette - perché Teresa è una "mozartiana" particolare, dal carattere esuberante che si trasforma in nobile quando tocca certe note".

"A dicembre ho avuto anche la possibilità di ammirare dal vivo Alessandro Quarta, violinista di grande solidità tecnica di cui invidio la libertà e la gioia nel suonare: sono convinto che sul palco ci sarà molta energia".

Marco Berton

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