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Attualità | 19 gennaio 2020, 19:15

Chivasso, villa Cavour si prepara a diventare la casa dell'innovazione sulle ali della Tigre

Quella che una volta era un asilo e poi un centro ricreativo, ora è una casa domotica, scelta come "incubatore" di idee dai due fondatori di Tiger Italia, Javier Gomez Palacios e Ana Combalia Garcia

Chivasso, villa Cavour si prepara a diventare la casa dell'innovazione sulle ali della Tigre

Chivasso patria dell'innovazione. La conferma arriva da "O2.0", il progetto di Javier Gomez Palacios e Ana Combalia Garcia, i fondatori di Tiger Italia 1, società che portò in Italia il marchio Flying Tiger Copenaghen. Conclusa la loro avventura con Tiger, Ana e Javier hanno scelto di investire risorse e la loro esperienza in questo progetto, immaginando un luogo dove accogliere giovani imprese, per dare loro tutto il supporto necessario a crescere e portare un contributo reale e concreto allo sviluppo della comunità, sia locale, sia internazionale, in un concetto riassunto perfettamente nella parola “Glocal”.

Il loro primo passo è stato quello di individuare un luogo fisico. La scelta è ricaduta su Villa Cavour a Chivasso, edificio che nel passato è stato per lungo tempo a servizio della comunità (prima come asilo, poi come centro ricreativo) e che nel 2008 Edipower ha trasformato in una casa domotica. Una scelta non casuale: la Villa incarna due dei principali concetti che questo progetto porta con sé, quello di comunità e quello di sostenibilità.

Ispirandosi alla storia di un grande imprenditore come Adriano Olivetti, che tra gli anni ‘60 e ‘70 scelse di aprire la prima scuola di marketing a Villa Natalia a Firenze, investendo nella formazione dei suoi commerciali e mettendo la comunità al centro dell’impresa, allo stesso modo anche O2.0 investe nel futuro di giovani imprenditori.

Villa Cavour tornerà a servizio della comunità come fucina di idee e facendo della sostenibilità il suo punto di forza. Una sostenibilità che oggi è puramente ambientale (essendo la casa interamente autosufficiente dal punto di vista dei produttori di idee). A Villa Cavour c’è anche spazio per il relax e per lo svago, ma soprattutto c’è la possibilità di ritrovare il contatto con la natura e con i suoi frutti. Nel progetto è infatti compreso il giardino circostante che, come il resto della Villa, riprende il concetto di equilibrio sostenibile. Una parte di area verde verrà occupata da cupole geodetiche destinate ad ospitare le così dette vertical farm, colture intensive che mirano alla autoproduzione di cibo in un’ottica di sostenibilità economica e ambientale (grazie ad un notevole risparmio di acqua e nessun utilizzo di pesticidi). La restante parte invece sarà destinata al Terzo Paesaggio, un ambiente naturale non contaminato dall’attività antropica. 

Ana e Javier sono convinti che il successo di un’impresa si misuri dalla soddisfazione e realizzazione delle persone che ci lavorano. Lo hanno sperimentato in Tiger, e ora più che mai, vogliono puntare sulle persone per coltivare questo nuovo modello imprenditoriale assimilabile, sotto molti aspetti, a quello della produzione di un film: dal reperimento fondi, al “casting”, alla realizzazione della pellicola fino alla presentazione nelle sale. E se nelle case cinematografiche si producono film, a Villa Cavour si producono idee.

redazione

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