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Cultura e spettacoli | 06 maggio 2020, 20:30

"Il nostro videomapping sulla Mole sarà sensazionale: e a febbraio accoglieremo Dario Argento" [INTERVISTA]

Il direttore del Museo del Cinema Domenico De Gaetano: "Contiamo di riaprire a giugno, valutando i protocolli di sicurezza. E da settembre anche il Cinema Massimo e le visite delle scuole nelle nuove aule didattiche"

"Il nostro videomapping sulla Mole sarà sensazionale: e a febbraio accoglieremo Dario Argento" [INTERVISTA]

Domenico De Gaetano, il Coronavirus ha interrotto le celebrazioni per i vent’anni del Museo del Cinema all’interno della Mole Antonelliana, ma avete comunque scelto di traferire online i festeggiamenti attraverso numerose iniziative social. Può farci una panoramica della situazione attuale, a cominciare da cosa è rimasto “in sospeso” con la chiusura della sede museale?

È stato sospeso tantissimo, in realtà. Avevamo iniziato questo 2020, che è l’anno di Torino Città del Cinema, con un ricco calendario di iniziative, tra la mostra di Annamode in corso alla Mole, quelle su Terry Gilliam e Dario Argento, più le masterclass già avviate con Amos Gitai e Julien Temple, tra gennaio e febbraio. Avevamo anche invitato diversi registi e attori, e soprattutto a luglio erano in programma grandi feste, tra cui la notte bianca del cinema, proprio in occasione del nostro compleanno. Abbiamo cercato di ovviare all’emergenza trasferendo online il più possibile. Ad esempio, per la mostra di Annamode abbiamo pensato di pubblicare il catalogo sul sito, prolungandola nel frattempo fino a fine anno. In più, tanti professionisti del cinema, che in questi vent'anni sono stati ospiti del Museo, su Facebook e Instagram hanno raccontato con un video aneddoti e ricordi. Infine è stato lanciato il contest "I film della nostra vita", coinvolgendo il pubblico e chiedendo di votare per il film preferito, tra i titoli più celebri della storia, all'interno di diverse categorie. 

Si sta valutando anche a Torino l’idea di riaprire i musei dal 18 maggio. Come intendete organizzarvi e quali sono le misure da adottare per l’ingresso dei visitatori? Vi state confrontando con altri soggetti, a livello internazionale, sulle strategie da applicare? 

Sì, ci sono diversi tavoli aperti e ci confrontiamo in continuazione con gli altri musei, dall’Egizio alla Reggia di Venaria, oltre all'’università, per cercare di riaprire quantomeno in contemporanea. Il 18 maggio è chiaramente troppo presto, i protocolli di sicurezza non sono semplici da attuare e dobbiamo ancora capire quali siano esattamente le linee guida. Tutto ora è nelle mani del nostro responsabile della sicurezza, per capire quale sia la modalità più idonea per il percorso di visita dentro la Mole. Crediamo di aprire nella prima settimana di giugno, se il Ministero e la Regione ci daranno il via. 

Tra le novità che coinvolgono il Museo, spicca la parziale riconversione in digitale degli eventi: il Lovers Film Festival ha lanciato e concluso una rassegna online, e anche il Torino Film Festival investirà nel web. Può parlarci di questa svolta e di quali vantaggi potrebbe comportare?

Abbiamo iniziato con il Torino Film Lab, trasferendo online meeting tra registi, sceneggiatori e tutto l’apparato produttivo che prima avevano luogo in diverse sedi europee. Per i festival abbiamo cercato di ipotizzare due versioni, una on site e una online, per il semplice fatto che non sappiamo quando le sale riapriranno e con quali modalità. La considero comunque una grande opportunità perché, mettendo film in streaming, si raggiunge certamente un pubblico molto più ampio direttamente a casa sua.

Come vede la ripartenza per il Cinema Massimo e la Bibliomediateca Mario Gromo?

Sulla biblioteca aspettiamo, valutando le esigenze didattiche dell’università a cui è legata, ma inizio giugno mi sembra un periodo plausibile per la riapertura. Il discorso più complesso è quello che riguarda le sale, come si diceva, perché il contingentamento richiesto degli spettatori fa sì che si creino serie difficoltà gestionali. Ma speriamo per il Massimo possa riprendere le proiezioni a settembre. Anche perché si è detto che il Festival di Venezia si farà nelle sale, quindi ci auguriamo avvenga così anche da noi.  

Poco prima dello scoppiare della pandemia, si parlava dei progetti futuri del Museo, tra cui il riallestimento dello spazio espositivo e il potenziamento della didattica. Quali sono quindi, gli obiettivi  da raggiungere nei prossimi mesi? E con quali risorse?

Il problema delle risorse è enorme, come per tutti i musei che si autofinanziano mediante lo sbigliettamento e sono costretti a rimanere chiusi nei mesi clou dell'anno. Per la didattica abbiamo rifatto le due aule dedicate: i lavori sono già finiti e aspettiamo la riapertura delle scuole per inaugurarle. Mentre sul riallestimento si vedrà, ora naturalmente è tutto fermo e c’è un progetto in corso triennale per il restyling; vedremo quindi di mettere in cantiere qualcosa entro fine 2020. Intanto per il nostro compleanno, a luglio, vorremmo realizzare un’opera di videomapping sulla cupola della Mole, anche per dare il segnale che nel mondo della cultura, a Torino, nonostante la pandemia, può ancora accadere qualcosa di sensazionale.

Infine, uno degli appuntamenti più attesi per tutti gli appassionati di cinema. Quale scenario si prospetta per la mostra su Dario Argento, programmata originariamente in autunno?

Ci faceva molto piacere dare vita a un omaggio a un grande regista italiano molto legato a Torino, che qui ha girato alcuni dei suoi film più importanti. Stiamo proseguendo il discorso organizzativo assieme allo stesso Argento e a Sergio Stivaletti per creare tutta una serie di effetti speciale dentro la Mole. Sarà un allestimento molto visionario e scenografico, che celebrerà la sua carriera attraverso delle installazioni di grande impatto per il visitatore. Contiamo di aprirla a febbraio, in concomitanza con la ripresa di altri nostri eventi pubblici.

Manuela Marascio

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