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Cronaca | 22 maggio 2020, 12:24

Chiara Ferragni islamica, l'ultima provocazione del Banksy torinese Villa

L'artista:" Le donne occidentali non sono molto più libere di quelle islamiche, poichè devono sottostare ai dettami dell’ estetica consumistica"

Chiara Ferragni islamica, l'ultima provocazione del Banksy torinese Villa

 

Chiara Ferragni in versione islamica. E’ questa l’ultima provocazione del Banksy torinese - alias Andrea Villa - comparsa questa notte su tre poster collocati nella zona di Vanchiglia. I manifesti collocati in corso Regina 60, Lungo Po Diaz e corso San Maurizio 32.

La fashion blogger è ritratta con gli abiti femminili musulmani e lo hijab, il velo che lascia scoperto il viso, e tiene in mano un pacco di biscotti che pubblicizza.

Siete sicuri di essere realmente liberi?” . Chiede provocatoriamente Villa, con riferimento anche alle polemiche sollevatesi per la conversione all’Islam di Silvia Romano. “La libertà -continua - non è data solamente dal vestito, ma anche dalla posizione sociale e il ruolo che l’ essere umano ha nel presente. Le donne occidentali non sono molto più libere di quelle islamiche, poichè devono sottostare ai dettami dell’ estetica consumistica. Il velo cela il corpo, quindi viene posta l’ attenzione più sulla personalità della donna che sulla sua presenza fisica”.

Nel mondo occidentale invece -continua - la donna è sempre giudicata per la sua apparenza, e spesso l’ involucro non solo appanna la sua natura, ma crea una barriera espressiva, trasformando le donne in oggetti sessualizzati e non più umani, in un rigido canone da rispettare. Quante volte abbiamo scartato un nostro possibile partner per motivi estetici, perchè aveva un fisico o un taglio di capelli che non ci piaceva?”.

Inoltre la donna occidentale spesso deve essere di successo e piacente, come Chiara Ferragni, e deve anche avere molti followers per essere valorizzata. Molte devono avere le stesse pose nelle foto o lo stesso trucco e taglio di capelli per riuscire ad avere successo sui social media. Ciò le omologa e le rende tutte uguali, creando lo stesso effetto o del chador. Un velo invisibile e non percepito, l’ altro lato della stessa medaglia. Non siamo una società più libera, siamo solo una società diversa. Come sarebbe Chiara Ferragni se vivesse in una società musulmana? Come cambierebbe la sua estetica e i suoi messaggi?” conclude Villa.

 

Cinzia Gatti

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