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Cronaca | 27 maggio 2020, 21:10

"Noi, discriminati dalla Regione: siamo negozi come gli altri, perché ci vogliono veder chiudere?"

Marianna, con il marito Raimondo, da dieci anni gestisce un sexy shop a Collegno: "Siamo rimasti senza parole: è davvero solo un pregiudizio, ma ci andiamo di mezzo noi che paghiamo le tasse come tutti gli altri"

"Noi, discriminati dalla Regione: siamo negozi come gli altri, perché ci vogliono veder chiudere?"

La notizia è arrivata all'improvviso, nelle prime ore di un mercoledì che difficilmente, Marianna Buonfiglio e suo marito Raimondo, dimenticheranno. E' il giorno in cui la Lega, discutendo a Palazzo Lascaris dei provvedimenti del Riparti Piemonte e in particolare del bonus da 1500 euro a sostegno del piccolo commercio da parte della Regione, ha deciso che no, ai sexy shop questa misura non sarebbe spettata.

"Abbiamo aperto il Sottosopra a Collegno nel 2011 - racconta la coppia - e anche noi, in questi due mesi, siamo rimasti chiusi. Quando abbiamo saputo del no al bonus, non ci volevamo credere".

Marianna, cosa avete pensato quando lo avete scoperto?
"Che evidentemente c'è un pregiudizio nei nostri confronti. Noi siamo negozianti come tutti gli altri, paghiamo le tasse e la sera abbassiamo le serrande dopo aver lavorato per portare a casa di che vivere. Perché gli altri sì e noi no? Forse perché chi ha deciso non frequenta negozi come il nostro? E allora, se fossero vegetariani, negherebbero il bonus alle macellerie?".

Una sorta di antipatia, insomma.
"Non vedo altri motivi. Evidentemente vogliono vederci chiudere, visto che anche noi abbiamo sofferto il lockdown come gli altri e anche noi, adesso, fatichiamo a veder tornare i clienti in negozio".

Avete ricevuto sostegni dallo Stato?
"Sì, sia io che mio marito abbiamo ricevuto i 600 euro. Ma la somma non basta quasi a coprire le spese per la sanificazione e la messa a norma del negozio. E poi c'è l'affitto da pagare e gli ordinativi fatti prima dello stop, che ovviamente vanno saldati ai fornitori".

Cosa vorrebbe dire, se potessero ascoltarla?
"Che non rubiamo, non spacciamo droga, facciamo esattamente quello che fanno tutti gli altri negozianti. E non capiamo perché, proprio noi, non abbiamo diritto allo stesso sostegno economico. E poi c'è un'altra cosa che non capisco".

Ovvero?
"In tutta Italia i sexy shop sono circa 460. Basta fare una proporzione per capire quanti sono in Piemonte. Non mi sembra questo gran risparmio, per le casse della Regione, negare i 1500 euro ai negozi come il nostro".

Massimiliano Sciullo

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