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Estate 2020 ad Abano Terme: intervista al sindaco Federico Barbierato

Salute e natura, cultura ed enogastronomia: sono questi i pilastri della proposta a "Km 0" del Comune di Abano Terme per l'estate 2020. Che tipo di vacanza verrà offerta? Come verranno accolti i turisti? Ne parliamo con il sindaco, Federico Barbierato

Pubblicato da Torino Oggi su Martedì 5 maggio 2020

Politica | 27 giugno 2020, 19:45

La sfida di Pier Bellagamba: “Rivalutare Moncalieri dal punto di vista immobiliare e culturale”

Il candidato sindaco del centrodestra si presenta: “Sono amico di Paolo Montagna e non dirò mai cosa ha sbagliato in questi anni. Ci confronteremo sui programmi, non gridando: non sono il migliore, ma con la mia squadra puntiamo a fare la differenza facendo al meglio alcune cose”

La sfida di Pier Bellagamba: “Rivalutare Moncalieri dal punto di vista immobiliare e culturale”

“Dopo averne parlato con la mia famiglia, la prima persona a cui l’ho detto è stato Paolo Montagna. Perché è prima di tutto un amico, anche se adesso sarà il competitor in campagna elettorale”. Si presentà così Piersandro Bellagamba, 57 anni, imprenditore nel ramo sanitario, impegnato nel sociale e nel Torino FD, perché il colore granata e l’impegno a favore dei diversamente abili per lui sono una ragione di vita. A Moncalieri sarà lui il candidato sindaco per il centrodestra alle elezioni amministrative di settembre.

In principio si era parlato di Arturo Calligaro, poi dell’avvocato Monticone, alla fine è stato lei il nome capace di mettere tutti d’accordo. Come è nata la sua candidatura?

“Era il 6 marzo, quando Beppe Osella di Fratelli d’Italia, amico e paziente di vecchia data, mi aveva fatto la proposta, dicendo che per il centrodestra avrebbe voluto un candidato civico. Ne ho parlato con la famiglia e poi con il sindaco Montagna, anche se so che questo a qualcuno non è piaciuto. Pazienza. Io vivo e lavoro a Moncalieri, non ho segreti, se dovesse andar male tornerò a fare solo l’imprenditore, per me la politica non è un ascensore sociale o un metodo per coltivare amicizie o interessi. Il coronavirus ha bloccato tutto, ma quando i motori della campagna elettorale si sono rimessi in moto la mia candidatura è rimasta in piedi e adesso ci prepariamo a presentare la lista dei candidati”.

Della squadra avrebbero dovuto far parte anche i Moderati. Cosa è poi successo?

“In verità, con loro non mi sono mai seduto attorno ad un tavolo. Quando Forza Italia e Lega mi hanno comunicato che c’era l’accordo per la mia candidatura, loro si sono fatti da parte, decidendo di correre da soli”.

Cosa non ha funzionato in questi cinque anni nell’amministrazione di centrosinistra a Moncalieri?

“Io posso solo dire bene di Paolo Montagna. Ha lavorato per la città in questi anni, se non ha fatto certe scelte è perché avrà ritenuto di non poterle farle. E io, che stavo fuori, non posso conoscere le ragioni per cui ha deciso alcune cose e altre no. Non farò campagna elettorale contro di lui, non paga fare a gara a chi urla di più o a chi la spara più grossa. C’è già disaffezione verso la politica, bisogna portare avanti un programma e le proprie idee”.

E in cosa sarà diversa la Moncalieri che ha in mente Pier Bellagamba?

“Io non penso di essere migliore di altri, ma credo che due o tre cose fatte bene possano fare la differenza. In primis rivalutando l’importanza di vivere a Moncalieri. In passato era un motivo di orgoglio venire ad abitare qui: se fra cinque anni avremo fatto crescere del 20% il valore immobiliare della città sarà stato un ottimo risultato. E poi bisogna far crescere l’offerta culturale di questo territorio, aiutare a creare nuove opportunità economiche per i giovani”.

Ha già in mente la squadra, nel caso dovesse vincere le elezioni?

“Un passo alla volta, per carità. Prima vinciamo e poi ne riparliamo. Altrimenti è come se volessimo fare il pane senza aver ancora acceso il forno”.

Quanto spazio ci sarà a candidature politiche e quanto a quelle della società civile?

“Le carte le scopriremo fra qualche giorn, ma praticamente sono tutte persone che vengono dall’associazionismo e dall’impresa i miei candidati. L’ho detto anche a loro, in queste prime riunioni: gridare non serve, parliamo delle cose che vogliamo fare, non facciamo campagne elettorale contro ma pro. Perché noi non andiamo a fare politica ma ci proponiamo per amministrare: il Comune è un’azienda e deve prosperare, non rischiare il default per aver fatto operazioni spericolate per aiutare un amico piuttosto che questo o quello”.

Più facile che lei diventi sindaco di Moncalieri o che il Toro finisca il campionato nella colonna sinistra della classifica?

“Forse è più semplice che il Toro vada in Europa League l’anno prossimo. La partita qui è molto difficile, ma io sono in campo per vincere”.

Massimo De Marzi

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