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Cronaca | 10 luglio 2020, 12:35

Partiti, sindacati e reti informali in piazza per un “Fronte unico di classe”: “Noi la crisi non la paghiamo”

Protesta, questa mattina, davanti all'Inps di Via XX Settembre a Torino. Il presidio è stato organizzato, tra gli altri, dal Fronte della Gioventù Comunista, da Potere al Popolo e da SiCobas

Partiti, sindacati e reti informali in piazza per un “Fronte unico di classe”: “Noi la crisi non la paghiamo”

Un grande patto per un fronte unico di classe”: è questo l'obiettivo finale di partiti, sindacati e reti informali cittadine scese in piazza questa mattina, davanti all'Inps di Via XX Settembre a Torino, per protestare contro istituzioni accusate di non fare nulla per la situazione delle fasce più deboli della popolazione. Il presidio è stato organizzato da Fronte della Gioventù Comunista, Potere al Popolo, Partito Comunista dei Lavoratori, SiCobas e Dobbiamo Vivere – Lavoratori disoccupati e precari.

Alla base dell'iniziativa ci sono le condizioni sempre più critiche di diverse categorie: “Durante l'emergenza Covid - ha spiegato Marco, esponente del Fronte della Gioventù Comunista – i lavoratori e i ceti meno abbienti sono stati dimenticati: per molti la cassa integrazione non è stata erogata, il salario minimo garantito non esiste e i buoni spesa sono andati esauriti in mezza giornata. Questo sistema che privilegia i proprietari e i grandi imprenditori ha ampiamente dimostrato le sue contraddizioni, danneggiando anche studenti, pensionati e disoccupati.

Le richieste sono molto chiare e dirette: “Chiediamo – ha proseguito – un sostegno effettivo al reddito attraverso buoni spesa e il blocco di affitti, rate dei mutui e bollette per chi non riesce a pagare. A Torino vivono circa 145mila famiglie sotto la soglia di povertà: la Città, anziché sostenerle, ha preferito fare tira e molla con le altre forze politiche su Olimpiadi e Universiadi. Ribadiamo con forza che questa crisi non la pagheremo noi; se proprio dovrà pagarla qualcuno, che siano multinazionali che continuano ad arricchirsi, come Amazon, o che licenziano decine di migliaia di lavoratori, come Zara.”

Sul posto anche il sindacato Cub: “I funzionari dell’INPS hanno garantito un interessamento immediato per quanto riguarda questa incredibile questione che necessita di un'immediata intevento legislativo a livello nazionale. La Cub continuerà con determinazione  nella mobilitazione a difesa di queste colleghe”.

 

Marco Berton

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