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Economia e lavoro | 10 luglio 2020, 16:33

Torino-Lione, il fronte dei sostenitori riaccende i riflettori: "Serve un commissario con più poteri rispetto al passato e la realizzazione entro il 2030"

Il messaggio è emerso a margine della riunione che oggi ha coinvolto sigle datoriali, della cooperazione, delle professioni e dei lavoratori

Torino-Lione, il fronte dei sostenitori riaccende i riflettori: "Serve un commissario con più poteri rispetto al passato e la realizzazione entro il 2030"

Le nuove polemiche, in arrivo dall'Europa e interne ai nostri confini regionali. Le nuove discussioni, i primi asterischi, la mancata nomina di un commissario. Troppi elementi per non far rialzare le antenne al fronte (fatto di sigle datoriali, ma anche del mondo della cooperazione, delle professioni e alcune sigle sindacali) che già in passato si era schierato in maniera compatta e convinta a favore della realizzazione della Torino-Lione.

E così, al termine della riunione che li ha visti coinvolti nel pomeriggio di oggi, il messaggio lanciato è tornato a essere forte e chiaro. "La Nuova Linea Torino – Lione rappresenta uno dei tasselli fondamentali della rete TEN-T che deve essere realizzato nei tempi e nei modi più opportuni per il territorio. Non sono più ammissibili ritardi nella sottoscrizione di atti, procedure e accordi funzionali alla realizzazione del progetto" E ancora: "La Tav deve essere realizzata in coerenza con il progetto condiviso con il territorio nel rispetto degli accordi internazionali sottoscritti tra Italia, Francia e Unione Europea e della Legge 1/2017 (con i successivi atti approvati dal CIPE). Ed è necessaria e improrogabile la nomina di un Commissario Straordinario di Governo, con poteri maggiori di quelli attribuiti in passato".

Proprio quello legato al commissario è un elemento di particolare interesse, per i sostenitori dell'opera. Un Commissario, spiegano, "che presieda l'Osservatorio garantendo la partecipazione del territorio e la condivisione dei progetti e la loro cantierizzazione, sblocchi il progetto della tratta nazionale di accesso programmando e garantendo la sua realizzazione entro il 2030, proceda senza indugi nell'utilizzo dei fondi compensativi per il territorio attraversato dalla linea che sono già disponibili".

"La realizzazione del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione, soprattutto oggi, - concludono - deve essere condotta con attenzione al territorio e al progetto approvato, in tempi celeri, certi e adeguati alle necessità di un sistema economico locale e nazionale che ha già sofferto troppo di una disattenzione della politica ormai non più sostenibile". 

Massimiliano Sciullo

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