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Cronaca | 16 ottobre 2020, 17:32

Corruzione anche per saltare la coda in Questura

Tra gli episodi ipotizzati dalla Procura di Torino nella maxi inchiesta di ieri sfociata in 40 avvisi di garanzia tra politici, imprenditori e uomini dello spettacolo

Corruzione anche per saltare la coda in Questura

L'offerta di alcune bottiglie di champagne, l'impegno a fare entrare gratis la figlia in discoteca, la possibilità di saltare la coda in un ufficio della Questura. Ci sono anche questi fra gli episodi di corruzione ipotizzati dalla procura di Torino nella maxi-inchiesta sfociata ieri in quaranta avvisi di garanzia a carico di pubblici ufficiali delle forze dell'ordine, politici e imprenditori del mondo dello spettacolo.

Al centro di questi episodi specifici, che risalgono al 2015/2016, c'è il poliziotto Davide Barbato, all'epoca caposcorta del pm Andrea Padalino (non indagato). In un caso, un imprenditore gli promise lo champagne e la possibilità di non far pagare alla figlia l'accesso alle discoteche Cacao e Chalet: in cambio avrebbe dovuto attivarsi per fare ispezionare un locale concorrente dalla Guardia di finanza o dalla divisione amministrativa della Questura.

Nella seconda vicenda, Barbato avrebbe ricevuto agevolazioni e regali per aiutare degli stranieri a ottenere il permesso di soggiorno, e per sveltire la pratica per la consegna del passaporto a un giovane italiano.

In un caso avrebbe dovuto accompagnare di persona il richiedente nell'ufficio immigrazione della questura facendogli saltare la coda.

redazione

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