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Economia e lavoro | 16 ottobre 2020, 15:40

La pandemia da Coronavirus crea incertezza nel settore delle costruzioni: "No a un nuovo lockdown"

Diffusi i dati dell’indagine Ance Piemonte per il secondo semestre 2020. La presidente Paola Malabaila: “Temiamo maggiori criticità ancora per l'anno prossimo"

La pandemia da Coronavirus crea incertezza nel settore delle costruzioni: "No a un nuovo lockdown"

“La pandemia, la conseguente chiusura e la riapertura delle attività in una situazione completamente differente, hanno inevitabilmente rallentato la ripresa del settore delle costruzioni e temiamo si registreranno maggiori criticità nel 2021”, ha commentato il Presidente dell’Ance Piemonte e Valle d’Aosta Paola Malabaila in occasione della presentazione dell’indagine congiunturale per il secondo semestre 2020 curata dal Centro Studi dell’Associazione.

Dopo i lievi miglioramenti del semestre precedente, le previsioni sul fatturato, occupazione e ricorso a manodopera esterna peggiorano. Le intenzioni di investimento si riducono e il portafoglio ordini subisce una flessione. Si rileva un miglioramento dei tempi di pagamento.

“I risultati della nostra indagine non sono confortanti - sottolinea Elena Lovera, Presidente del Centro Studi dell’Ance Piemonte e Valle d’Aosta.- Solo il 20% delle imprese prevede di aumentare il fatturato nei prossimi sei mesi e solo il 7% si aspetta aumenti per quanto riguarda l’occupazione; a ciò si aggiunge un portafoglio lavori in calo, che interessa poco più di cinque mesi per i lavori privati e 2,9 per i pubblici, e il permanere della problematica dei ritardati pagamenti. Una situazione critica se si considera anche la flessione degli appalti fino ai 5 milioni di euro, con conseguenti difficoltà per le pmi del settore, e la scarsa attenzione nel rimborso degli oneri extra causati dal Covid-19 da parte della P.A. e dei privati. Il settore pubblico è stato ulteriormente bloccato dello smart working della Pubblica Amministrazione che ha rallentato la pubblicazione delle gare. Auspichiamo che il proseguimento di questa modalità di lavoro non provochi altri rallentamenti. Sul fronte dell’edilizia privata, invece, abbiamo assistito, nei mesi estivi, ad un congelamento delle ristrutturazioni in attesa delle disposizioni esecutive del Superbonus frenando il mercato”.

“Stiamo lavorando con la Regione Piemonte su più ambiti – conclude Malabaila. – è importante che vengano definiti gli interventi infrastrutturali strategici per la nostra regione, sia grandi che piccoli, e un piano di manutenzione per la riduzione del rischio idrogeologico in modo da evitare di ritrovarsi sempre in emergenza nel caso di eventi atmosferici. In merito alle risorse del Recovery Plan e della programmazione per i prossimi sette anni, abbiamo chiesto alla Regione Piemonte di inserire anche un piano di rigenerazione urbana, alla luce di quanto è accaduto negli ultimi mesi e alla necessità di una nuova visione degli spazi collettivi".

"Auspichiamo in un aiuto al settore privato con il Superbonus, opportunità da sfruttare per promuovere una grande azione di rigenerazione del nostro patrimonio immobiliare obsoleto. Abbiamo stimato potenziali benefici economici, oltre che sociali ed ambientali, molto importanti: 6 miliardi di euro di investimenti nella riqualificazione degli edifici e 21 miliardi di euro di ricadute sull’economia italiana, da qui alla fine del 2021”.

comunicato stampa

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