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Politica | 24 novembre 2020, 18:18

Appendino chiama la maestra licenziata per un video hard: “Donna vittima di Revenge Porn”

La sindaca ha lodato il coraggio della maestra nel denunciare: “E’ ora di insegnare ai nostri figli che fare sesso in maniera consapevole, consenziente e serena è una cosa bellissima”

Appendino chiama la maestra licenziata per un video hard: “Donna vittima di Revenge Porn”

“Vittima di Revenge Porn, licenziata per una colpa che non ha. Condannata a una violenza inaudita di commenti ignoranti per una colpa che non ha”. Non ha usato mezzi termini la sindaca Chiara Appendino per commentare la vicenda che ha visto una maestra torinese essere licenziata a causa di un video hard condiviso dall’ex fidanzato e finito in rete.

La prima cittadina, nella giornata di oggi, insieme all’assessore alle Pari Opportunità Marco Giusta, ha chiamato la maestra e gli avvocati per esprimere vicinanza e solidarietà da parte della città. “Quello che è accaduto è solo la punta dell’iceberg di un modello culturale sessuofobico, maschilista e violento che permea ancora troppi strati della società“, ha affermato Appendino.

La prima cittadina ha invitato gli adulti ad affrontare il tema dell'educazione sessuale senza pregiudizi, fobie e preconcetti: "è ora di insegnare alle nostre figlie e ai nostri figli che fare sesso, in maniera consapevole, consenziente e serena è una cosa bellissima. Che non c’è nulla di male nello stare in intimità con un’altra persona. E che questo non condiziona minimamente, nella maniera più assoluta, né la morale, né l’immagine, né la professionalità di chicchessia. Se qualcuno ha paura del sesso dovrebbe pensare a come togliersela piuttosto che instillarla in altri".

Duro l'attacco alla cultura maschilista della società italiana: "Per troppe persone se un uomo manda in giro foto e video delle sue performance sessuali è un figo, se lo fa una donna è una poco di buono".

La sindaca ha poi lodato il coraggio della maestra: "Queste vicende sono ancora troppo diffuse e si possono combattere solo se chi ne è coinvolto e chi ne è conoscenza scegliere di parlarne invece che stare zitto. Per fortuna la maestra protagonista della vicenda ha avuto coraggio e zitta non è stata".

"Oggi siamo qui, tutti insieme, a dirle che le siamo vicini. Che non si può stare zitti. Che non ci si può sentire in colpa per colpe che non si hanno. Che non si può pensare di rimanere impuniti. Che non si può  girare la testa dall’altra parte. E, se ritenete di essere sotto ricatto, denunciate. È un cambio culturale, senza dubbio. E io sono certa che, insieme, riusciremo a portarlo avanti", ha concluso Appendino.

Andrea Parisotto

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