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Cronaca | 28 novembre 2020, 14:28

Radicali e Amnesty in piazza per salvare il ricercatore iraniano Ahmadreza Djalali [FOTO e VIDEO]

Il medico, che in passato ha collaborato con l'Università del Piemonte Orientale, è stato condannato a morte con l'accusa di spionaggio. L'appello alle istituzioni: “Mobilitiamoci, non c'è più tempo”

Radicali e Amnesty in piazza per salvare il ricercatore iraniano Ahmadreza Djalali [FOTO e VIDEO]

Mobilitiamoci, non c'è più tempo”: l'appello, forte e chiaro, è arrivato da Radicali Italiani ed Amnesty International e riguarda la situazione di Ahmadreza Djalali. Il ricercatore iraniano, esperto in medicina dei disastri, è stato recentemente condannato a morte nel proprio paese di origine con l'accusa di spionaggio; lo stesso Djalali, in passato, ha collaborato con l'Università del Piemonte Orientale.

La necessità di fare presto per salvargli la vita è stata ribadita questa mattina da un flash mob organizzato davanti alla sede della prefettura di Torino in Piazza Castello: “Le notizie che giungono dall'Iran – ha spiegato il presidente di Radicali Italiani Igor Boni – ci dicono che il ricercatore, recluso da molto tempo, sta per essere ucciso dal regime: chiediamo al governo italiano, nella persona del premier Conte e del ministro degli esteri Di Maio, di convocare l'ambasciatore per esprimere totale contrarietà rispetto a quello che sta accadendo”.

Dalle testimonianze di Amnesty International sono emersi altri particolari molto significativi: “Djalali – ha dichiarato l'esponente torinese Carla Gottardi – ha subito torture e vessazioni, oltre a trascorrere lunghi periodi in isolamento in carcere: un paio di giorni fa, in una telefonata di circa due minuti alla moglie, ha fatto intendere la possibilità di essere trasferito nuovamente in isolamento per un'imminente esecuzione. L'accusa di spionaggio, inoltre, risulta falsa ed è stata estorta sotto tortura; in una lettera inviata alcuni anni fa il ricercatore ha affermato, al contrario, di essere stato pressato dallo stesso regime per spiare alcuni stati dell'Unione Europea”.

Una delegazione dei manifestanti è stata poi accolta dal prefetto: “Ci aspettiamo – ha concluso Boni – di essere ascoltati e che questo ascolto si trasformi in un'azione della prefettura per sollecitare il governo. L'Iran è il secondo paese al mondo per numero di esecuzioni capitali, spesso usate contro i dissidenti e, in questo caso, contro un cittadino che ha contribuito alla crescita della nostra Regione; è impensabile che l'Italia e il Piemonte non siano protagonisti in questa lotta”.

Marco Berton

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