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Cronaca | 03 dicembre 2020, 11:12

Guido Beltramo, una vita da volontario spesa tra la Rocca, l’Abbazia e Gemerello

Scomparso ieri per Covid, Cavour piange una persona disponibile e positiva

Guido Beltramo, una vita da volontario spesa tra la Rocca, l’Abbazia e Gemerello

“Ci ha telefonato ancora venerdì perché gli dispiaceva non poter partecipare alla posa della capanna per il presepe sulla Rocca, ma voleva tornare per darci una mano ad allestirlo”. Le parole di Roberto Bruno, presidente di ‘Vivi la Rocca’, ben raccontano la disponibilità di Guido Beltramo e l’affetto che provava per una delle perle di Cavour.

Beltramo, 71 anni, è stato portato via ieri sera dal Covid-19, a pochi giorni di distanza da un altro punto di riferimento dei cavouresi: don Mario Ruatta. La sua vita è stata spesa in buona parte per il paese. È stato infatti uno dei fondatori e presidente degli ‘Amici della Rocca e di Cavour’, che si occupavano della Rocca e dell’Abbazia di Santa Maria.

“L’associazione è andata esaurendosi per l’avanzare dell’età dei suoi componenti e, quando gli abbiamo proposto di darci una mano, perché volevano far nascere ‘Vivi la Rocca’, lui si è reso subito disponibile” racconta Bruno, che ricorda come tenesse particolarmente alla Madonna e alla Scala santa: “Era lui a occuparsi sempre della manutenzione”.

Parte della sua vita l’ha dedicata anche all’Abbazia di Santa Maria, altro luogo a cui era molto legato, e che l’ha visto protagonista per anni, come anche l’associazione Amici di Gemerello: “Ha trascorso una gran parte della sua vita per l’Abbazia impegnando tempo ed energie senza guardare alla misura – testimonia il sindaco Sergio Paschetta –. Ricordo anche il suo impegno nell’associazione Amici di Gemerello, dove era uno dei pionieri, instancabile lavoratore che correva per accogliere chi partecipava alla festa annuale e per rendere grande il nome della sua frazione”.

 

Paschetta lo descrive come “un grande esempio”: “Ci mancherà la sua positività e la sua voglia di essere festoso”. E ne ricorda la capacità di trovare una soluzione per tutto. Un tratto distintivo che gli riconosce anche Bruno: “Aveva una grande esperienza e sapeva risolvere qualsiasi problema pratico. Noi lanciavamo delle idee e lui trovava subito il modo per realizzarle”. Il suo aiuto sarebbe stato molto prezioso per realizzare quel presepe a cui teneva tanto: “Per fare un esempio piccolo, noi ci abbiamo messo due ore a montare la capanna, lui ci avrebbe messo dieci minuti – conclude Bruno –. Ci mancherà la sua persona e il suo grande aiuto. Per questo gli dedicheremo un momento dell’apertura del presepe”.

 

Marco Bertello

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