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Economia e lavoro | 07 gennaio 2021, 10:46

Embraco, dall'Unione Europea ancora una fumata grigia. I sindacati: "Intervenga il governo"

L'autorizzazione della Ue agli aiuti per la ACC di Mel, nell'ambito dell'avviamento del progetto ItalComp, era attesa per il 22 dicembre, ma non è arrivata

I cancelli dello stabilimento Embraco di Riva di Chieri con gli striscioni dei sindacati metalmeccanici

Ancora nuvole nere per l'ex stabilimento Embraco di Riva di Chieri

Ancora nubi sul caso Embraco. Era infatti attesa per il 22 dicembre l'autorizzazione da parte dell'Unione Europea per una parte importante del progetto ItalComp, l'iniziativa a guida pubblica che oltre allo stabilimento ex Whirlpool di Riva di Chieri prevede anche il rilancio di una fabbrica in Veneto, la Wanbao Acc di Mel, in provincia di Belluno. In particolare, l'Europa avrebbe dovuto pronunciarsi proprio sugli aiuti destinati alla Acc, senza i quali l'intero progetto non sarebbe a rischio, ma si complicherebbe notevolmente.

Ma in Europa non sono ancora convinti. Fa storcere il naso una società il cui capitale sociale sarà al 70% pubblico (49% Invitalia, il resto suddiviso tra Finpiemonte e Veneto Sviluppo), con solo il 30% delle quote in mani private. 

Ma l'attesa non fa che rinforzare i timori, soprattutto di lavoratori (è il caso di Embraco) che ormai da anni sono costretti a convivere con incertezze, sacrifici e soprattutto delusioni. Per ultima, l'avventura catastrofica di Ventures, con la Guardia di Finanza a scrivere la parola fine a quello che doveva essere un nuovo inizio per l'azienda che una volta costruiva compressori per frigoriferi. E che, nei progetti di ItalComp, dovrebbe tornare a fare quello, dopo l'illusione green di robottini per pulire i pannelli solari e simili, mai concretizzati con l'ultima proprietà.

E' in questa situazione che i sindacati, sia a livello nazionale che a livello territoriale, chiedono l'intervento del Governo per sbloccare la situazione. "La Commissione Europea - dicono i rappresentanti dei lavoratori per Fiom, Fim e Uilm - ha chiesto ulteriori chiarimenti, ma questo sposta ulteriormente l'orizzonte temporale di 150 giorni. Serve un'accelerata da parte dell'esecutivo e del ministero per lo Sviluppo Economico".

Ma i timori non finiscono qui. I sindacati metalmeccanici sottolineano infatti che "Il commissario straordinario Maurizio Castro ha spiegato che i presupposti positivi della produzione, con oltre 2,2 milioni di compressori da realizzare per il 2021, rischiano di essere vanificati in pochi giorni se non arriveranno dalle banche i 7 milioni di euro necessari per la liquidità che serve a evadere gli ordinativi".

Così come i colleghi veneti, i sindacati torinesi hanno chiesto un incontro al prefetto per fare il punto della situazione, che solo per l'ex stabilimento di Riva di Chieri coinvolge circa 400 lavoratori, mentre sono 300 quelli in provincia di Belluno.

Massimiliano Sciullo

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